Double Fine ha sorpreso il pubblico del Developer Direct annunciando Kiln, un nuovo party game multiplayer che incarna perfettamente lo stile creativo e fuori dagli schemi dello studio guidato da Tim Schafer. La presentazione è stata volutamente teatrale: dopo aver parlato della filosofia dello studio, Schafer ha rotto un vaso sul palco per introdurre un gioco in cui fragilità, caos e creatività sono al centro dell’esperienza. Kiln è previsto per la primavera del 2026 e sarà preceduto da una fase beta, i cui dettagli verranno comunicati in seguito.
Dopo aver mostrato il primo gameplay trailer di Forza Horizon 6, Double Fine ha fatto irruzione nel Developer Direct per svelare il loro nuovo progetto: Kiln. Il party game vede i giocatori vestire i panni di un piccolo spirito che crea e anima vasi di argilla, modellandoli manualmente prima di scendere in battaglia in arene multiplayer a squadre. La creazione del vaso non è un semplice elemento estetico, ma una meccanica fondamentale: forma, dimensioni e peso influenzano direttamente velocità, resistenza, capacità di trasporto dell’acqua e abilità disponibili. Il sistema di modellazione è stato progettato per essere accessibile, permettendo a chiunque di creare vasi complessi usando pochi comandi, mantenendo però una profondità strategica significativa.
La scelta iniziale riguarda la quantità di argilla, che determina tre classi principali: piccoli vasi rapidi, medi bilanciati o grandi e resistenti. All’interno di queste categorie si possono realizzare otto forme diverse, come coppe, piatti, cilindri o bottiglie, ciascuna dotata di attacchi base, attacchi aerei e mosse speciali uniche. In totale sono previste 24 abilità speciali, ispirate alla funzione reale delle forme: piatti che rimbalzano come dischi, coppe che generano attacchi ad area o grandi cilindri che si trasformano in martelli devastanti.
Il cuore competitivo del gioco ruota attorno all’acqua. Nella modalità principale, Quench, due squadre da quattro giocatori si affrontano con l’obiettivo di trasportare acqua all’interno dei propri vasi e versarla nella fornace avversaria per spegnerla, proteggendo al contempo la propria. Questo crea un equilibrio costante tra attacco, difesa e logistica: maggiore è la capacità d’acqua di un vaso, minore sarà la sua resistenza, rendendo fondamentale la cooperazione tra ruoli diversi all’interno della squadra.
Le arene sono progettate per offrire grande varietà e interazione. Ogni mappa è ispirata a divinità antiche e introduce meccaniche specifiche: passaggi stretti, ostacoli dinamici, superfici interattive e oggetti ambientali come spugne che, bagnate, possono creare barriere temporanee. Alcuni scenari puntano sulla mobilità, altri sul controllo dello spazio o sulla gestione del caos, incoraggiando strategie diverse a seconda della composizione del team.
Accanto alle battaglie c’è The Wedge, l’hub sociale del gioco, ambientato nel dominio della dea Celadon. Qui è possibile allenarsi in un dojo, sperimentare le mosse, osservare e “adottare” i vasi creati da altri giocatori, acquistare elementi cosmetici e interagire in modo libero e non verbale. Il sistema di comunicazione è volutamente minimale, basato su gesti, emote e azioni fisiche, per favorire un’interazione spontanea e immediata.
La personalizzazione gioca un ruolo chiave: smalti, manici, pattern, adesivi e accessori permettono di rendere ogni vaso unico, senza influire sull’equilibrio competitivo. Una volta completata la creazione, il vaso viene “cotto” nel forno, fissando definitivamente le sue caratteristiche prima di entrare in partita.
Kiln rappresenta una sintesi efficace tra accessibilità e profondità, con un’impostazione che mira ad avvicinare anche chi solitamente evita i multiplayer competitivi, grazie alla fase creativa e al tono leggero. Dietro l’aspetto colorato e ironico, però, si nasconde un sistema di gioco ricco di scelte strategiche, che promette partite dinamiche e un forte potenziale di evoluzione nel tempo.
