Donkey Kong Bananza, la nuova esclusiva per Nintendo Switch 2, è stato accolto con entusiasmo dall’analisi tecnica di Digital Foundry, che lo ha definito uno dei titoli più ambiziosi mai realizzati da Nintendo sotto il profilo tecnico e creativo. Dopo oltre un decennio di assenza, il celeberrimo scimmione della Casa di Kyoto torna con un titolo che reinventa le basi del platform 3D, introducendo un sistema di distruzione ambientale innovativo e dinamico, basato su tecnologia voxel, permettendo ai giocatori di plasmare l’ambiente in tempo reale, scavando gallerie, abbattendo muri e sfruttando il terreno come parte attiva del gameplay.
Dopo aver conquistato la stampa con voti altissimi, come leggiamo su Eurogamer, la direzione artistica del titolo è stata particolarmente elogiata, così come il lavoro svolto su materiali, texture, effetti particellari e animazioni. Donkey Kong e Pauline sono resi con modelli ricchi di dettagli, espressività e animazioni fluide che danno personalità ad ogni scena, con il comparto sonoro, con musiche coinvolgenti e supporto al 5.1 surround, in grado di completare un’esperienza audiovisiva di alto livello.
Tuttavia, non tutto è impeccabile. Digital Foundry ha infatti segnalato alcune criticità visive e prestazionali di Donkey Kong Bananza. Il sistema di ombre è particolarmente debole, con mappe a bassa risoluzione e artefatti visivi che generano rumore nelle scene più complesse. Inoltre, il gioco utilizza l’ormai datato FSR1 (FidelityFX Super Resolution) con SMAA per l’anti-aliasing, invece di adottare tecnologie più moderne come DLSS, già supportate da Switch 2, comportando di conseguenza una qualità d’immagine solo discreta, con bordi seghettati e dettagli poco definiti soprattutto in modalità docked, anche se in portatile l’effetto è più convincente.
Anche le prestazioni non sono sempre costanti: sebbene Bananza miri ai 60 fps, sono stati rilevati cali di framerate in momenti specifici, come durante le animazioni di raccolta o i cambi di inquadratura. Le boss fight risultano particolarmente colpite, con frequenti rallentamenti e un blocco a 30 fps prolungato causato dal sistema di sincronizzazione verticale a doppio buffer. Inoltre, il gioco non sfrutta pienamente il VRR (refresh rate variabile) in modalità portatile, rendendo i cali ancora più percepibili.
Ad ogni modo nonostante queste imperfezioni, secondo la redazione inglese Donkey Kong Bananza resta una produzione sorprendente, capace di unire design tradizionale e innovazione tecnica. Il gameplay ricco di idee, l’interazione avanzata con l’ambiente e la sensazione di libertà che offre lo rendono uno dei platform più originali e ambiziosi degli ultimi anni. Digital Foundry lo promuove senza esitazioni, ma non tace sulle aree in cui c’è ancora margine di miglioramento. Un debutto importante per Switch 2, che mostra le potenzialità della console… ma anche i suoi limiti attuali.