Donald Trump ha deciso nuovamente di far parlare di sé: il presidente USA ha annunciato dazi del 25% sui prodotti importati da Giappone e Corea del Sud, due delle potenze mondiali più attive nel settore tecnologico e videoludico. La misura entrerà in vigore dal 1° agosto 2025, ma proprio come avvenuto nelle scorse settimane con la Cina è possibile che nelle prossime settimane si aprano trattative per scongiurarne gli effetti. Le lettere inviate da Trump ai leader dei due paesi, rese pubbliche sui social, evidenziano la sua preoccupazione per gli squilibri commerciali: secondo l’ex presidente, gli Stati Uniti acquistano molti più beni da questi paesi di quanti ne esportino.
La CNN segnala che le conseguenze potenziali per il mondo dei videogiochi sono immediate e tangibili, visto che il Giappone e la Corea del Sud ospitano grandi produttori come Nintendo, Sony, SEGA, Bandai Namco, Nexon e molti altri, oltre a costruttori di console, semiconduttori e componenti hardware utilizzati anche da Microsoft e produttori occidentali. Il dazio aggiuntivo potrebbe aumentare sensibilmente i costi di console, accessori e persino giochi, causando un effetto domino su prezzi al consumo, disponibilità di prodotti e strategie di mercato.
Trump ha offerto una via d’uscita: le aziende che decidessero di delocalizzare la produzione negli USA sarebbero esentate dai dazi, con la promessa di agevolazioni e approvazioni rapide. Tuttavia, ha anche lanciato un avvertimento: se Giappone o Corea del Sud risponderanno con contromisure tariffarie, gli Stati Uniti aumenteranno ulteriormente le tariffe oltre il 25% già previsto.
L’annuncio ha già provocato turbolenze nei mercati finanziari: le azioni di Nissan, Toyota e Honda sono crollate rispettivamente del 7% e 4%, e anche i principali indici statunitensi — Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq — hanno subito perdite rilevanti. L’eventualità di dazi estesi anche ad altri settori sensibili, come automobili, farmaci, chip e macchinari, agita ulteriormente i mercati e le aziende coinvolte.
Adesso non ci resta che attendere gli aggiornamenti in arrivo nel corso delle prossime settimane, con l’evoluzione di questa vicenda che potrebbe avere impatti diretti su prezzi, accessibilità e disponibilità del gaming nei prossimi mesi.
