La versione PC di Death Stranding 2: On the Beach è stata analizzata nel dettaglio da Digital Foundry, e il risultato è sorprendentemente positivo. Dopo un lancio iniziale con diversi problemi tecnici, il gioco è stato migliorato grazie a patch correttive che hanno stabilizzato prestazioni e bug. Oggi si presenta come un titolo ben ottimizzato, capace di girare fluidamente anche su configurazioni non di fascia alta. Non tutto è perfetto, ma il bilancio finale è decisamente favorevole.
L’analisi parte da un dato importante: al lancio, il gioco presentava problemi evidenti, tra cui bug, difficoltà legate alla gestione della banda PCIe e prestazioni non ottimali. Solo dopo alcune settimane e aggiornamenti mirati, il titolo ha raggiunto quello che gli esperti definiscono uno stato “finalmente stabile”, permettendo una valutazione più affidabile.
Testando una configurazione molto diffusa, con processore Ryzen 5 3600 e scheda video RTX 4060, il gioco riesce a mantenere i 60 fotogrammi al secondo a 1440p utilizzando DLSS in modalità bilanciata. Il comportamento generale è solido: non si registrano stutter evidenti, ma solo brevi micro-interruzioni durante il passaggio tra le sequenze di gioco e le cutscene. L’utilizzo del Dynamic Resolution Scaling aiuta a mantenere un frame rate stabile tra 50 e 60 fps anche nelle fasi più impegnative.
Il limite principale riguarda la memoria video. Le GPU con 8GB di VRAM – molto diffuse – costringono a ridurre la qualità delle texture a livello medio, con una resa visiva inferiore rispetto alle versioni console. Questo problema riguarda diverse schede diffuse, non solo la RTX 4060, e rappresenta il compromesso più evidente della versione PC.
Tra le novità più interessanti spicca l’introduzione del ray tracing, assente su console. Questa tecnologia migliora riflessi e illuminazione indiretta, rendendo le scene più realistiche, ma ha un costo elevato in termini di prestazioni. Le impostazioni più spinte risultano difficili da sostenere per le GPU mainstream, mentre il preset “alto” viene indicato come il miglior equilibrio tra qualità visiva e fluidità. Anche l’occlusione ambientale in ray tracing offre benefici, ma comporta un calo prestazionale di circa il 7%, rendendola un’opzione da attivare solo con hardware adeguato.
Un altro elemento chiave è l’upscaler proprietario Pico, integrato nel motore grafico Decima. Per la prima volta su PC è possibile confrontarlo direttamente con DLSS, e i risultati sono sorprendenti: in alcune situazioni, come la resa della vegetazione, Pico riesce addirittura a superare DLSS 4.0, offrendo anche prestazioni leggermente migliori rispetto a versioni più recenti come DLSS 4.5. Inoltre, essendo compatibile con schede Nvidia, AMD e Intel, rappresenta una soluzione universale e accessibile a tutti.
Nel complesso, la versione PC di Death Stranding 2 si distingue per la sua scalabilità: funziona bene su diverse configurazioni e permette di personalizzare l’esperienza in base all’hardware disponibile. Pur con qualche limite legato alla memoria video e all’impatto del ray tracing, il lavoro svolto dopo il lancio ha trasformato un’uscita problematica in un porting solido e convincente, capace di sfruttare al meglio le potenzialità della piattaforma PC.
