CD Projekt RED ha fatto rimuovere la celebre VR Mode non ufficiale di Cyberpunk 2077, ponendo fine a uno dei progetti amatoriali più apprezzati legati al gioco. La decisione è arrivata tramite una richiesta formale di rimozione DMCA, che ha costretto il modder Luke Ross a eliminare ogni riferimento e distribuzione della mod. Ovviamente la notizia ha colto di sorpresa la community, soprattutto perché il progetto era disponibile da anni senza apparenti problemi, con questo episodio che segna un cambio netto di posizione da parte dell’editore polacco, sollevando nuove domande sul futuro del modding a pagamento.
Come riportato su NeoGAF, la mod VR di Cyberpunk 2077 era stata pubblicata per la prima volta nel 2022 e nel tempo era diventata sempre più sofisticata, permettendo di esplorare Night City in realtà virtuale con un alto livello di precisione. Il lavoro di Ross, noto per le sue conversioni VR non ufficiali, era accessibile tramite un modello a pagamento e aveva attirato una vasta base di utenti. Proprio questo aspetto commerciale sembra essere stato uno degli elementi centrali della controversia.
Secondo quanto raccontato dallo stesso modder, CD Projekt RED ha inviato la richiesta di rimozione solo di recente, a distanza di quasi quattro anni dall’esordio del progetto. Non è mai stata fornita una spiegazione ufficiale sul perché l’editore abbia deciso di intervenire solo ora. Ross ha però confermato di aver avuto un confronto diretto con il dipartimento legale e con il vicepresidente dello sviluppo business della compagnia, cosa che non era avvenuta in precedenti casi simili con altri publisher.
Il punto centrale della disputa riguarda l’uso non autorizzato degli asset e il concetto di “opera derivata”. Dal punto di vista dell’editore, la distribuzione a pagamento della mod rappresentava una violazione inaccettabile della proprietà intellettuale. Ross ha invece sottolineato come il suo sistema VR non riutilizzi direttamente asset proprietari, ma si limiti a visualizzare il gioco in modo diverso, aggiungendo valore all’esperienza senza danneggiare le vendite. Anzi, secondo il modder, la VR Mode avrebbe contribuito a vendere ulteriori copie del gioco.
Un aspetto chiarito esplicitamente è che la rimozione non è legata allo sviluppo di una modalità VR ufficiale. Lo stesso Ross ha confermato che CD Projekt RED non sta lavorando a una conversione in realtà virtuale di Cyberpunk 2077. Questo distingue il caso da altre situazioni simili, come quelle che avevano coinvolto Take-Two e le mod VR di GTA 5 e Red Dead Redemption 2.
La vicenda mette ancora una volta in evidenza una linea di frattura ben nota nell’industria: gli editori tendono a tollerare le mod solo finché restano gratuite e poco visibili, mentre intervengono quando emergono modelli di monetizzazione o una forte esposizione mediatica. La rimozione della VR Mode di Cyberpunk 2077 chiude così un capitolo molto apprezzato dalla community, ma riapre una discussione più ampia sul valore creativo del modding e sui limiti imposti dalle grandi produzioni commerciali.
Segnaliamo infine che il lancio disastroso di Cyberpunk 2077 ha costretto CD Projekt RED a “crescere come studio”. Aggiungiamo inoltre Cyberpunk 2 potrebbe uscire nel 2030 con il multiplayer.
