Con la nuova legge sugli autovelox, per automobilisti e Comuni potrebbe cambiare davvero tutto, con meno zone d’ombra.
Il tema degli autovelox, infatti, è da anni al centro di polemiche, ricorsi e discussioni infinite. Per molti automobilisti rappresentano uno strumento di sicurezza, per altri solo un modo per fare cassa, però senza ombra di dubbio fino a oggi è mancato un quadro normativo davvero chiaro e uniforme.
Proprio per questo il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, datato 11 aprile 2024, è stato accolto con grande attenzione. Un provvedimento atteso da oltre un decennio, visto che già dal 2010 la legge prevedeva un regolamento specifico che però nessun governo aveva mai concretamente varato.
Autovelox: la legge potrebbe cambiare ancora
Il decreto, noto ormai come “decreto autovelox”, introduce criteri univoci per la collocazione e l’utilizzo dei dispositivi di rilevamento della velocità su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di mettere ordine in una materia diventata nel tempo estremamente frammentata, con regole diverse da Comune a Comune e interpretazioni spesso discutibili.
L’entrata in vigore definitiva della nuovo decreto era il 12 giugno 2025. Da quella data chiave ad oggi, però, il dibattito intorno agli autovelox non si è mai concluso e, addirittura, si aspetta un nuovo provvedimento.
Uno degli aspetti più rilevanti riguardava l’installazione dei dispositivi fissi. Il nuovo decreto stabilisce infatti criteri molto più rigidi, validi per Comuni, Province, Città Metropolitane e Polizia Stradale. Non sarà più possibile installare un autovelox in modo arbitrario o solo per finalità di controllo generalizzato. Ogni dispositivo dovrà essere autorizzato dalla Prefettura competente, che valuterà attentamente le caratteristiche del tratto stradale, la documentazione tecnica presentata e soprattutto la reale necessità del controllo in termini di sicurezza.

Questo passaggio è fondamentale, perché sposta il focus dalla semplice repressione delle infrazioni alla prevenzione degli incidenti. In altre parole, gli autovelox dovranno essere collocati dove esiste un problema concreto, come un’elevata incidentalità o condizioni di rischio particolari, e non più lungo strade scorrevoli solo per intercettare automobilisti distratti. Senza ombra di dubbio, se applicata correttamente, questa impostazione potrebbe ridurre drasticamente le contestazioni.
Con la conclusione del censimento nazionale di tutti i dispositivi presenti sul territorio, è tornato inoltre prepotentemente il dibattito sull’omologazione degli autovelox. Un tema delicatissimo, che negli ultimi anni ha portato all’annullamento di migliaia di multe.
Il nuovo quadro normativo potrebbe spingere verso una legge ancora più chiara sull’obbligo di omologazione e taratura periodica, distinguendo in modo netto tra dispositivi semplicemente approvati e quelli pienamente conformi agli standard tecnici richiesti.
Se questo passaggio si rafforzerà con una nuova legge, potrebbero cambiare molte cose anche per i ricorsi. Gli automobilisti avrebbero finalmente riferimenti certi, mentre gli enti locali sarebbero costretti a una gestione più trasparente e rigorosa. Questo non significa meno controlli, però controlli più giusti e difficilmente contestabili. Una svolta che, infatti, gioverebbe sia alla sicurezza stradale sia al rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
In definitiva, la nuova legge sugli autovelox potrebbe rappresentare un vero punto di svolta. Meno discrezionalità, più regole uguali per tutti e una maggiore attenzione alla sicurezza reale delle strade. Il 2025 sarà l’anno della verità, perché solo allora si capirà se questo decreto sarà stato davvero applicato o se resterà, come in passato, una buona intenzione rimasta sulla carta.
