Rockstar Games è diventata sinonimo di due sole saghe: Grand Theft Auto e Red Dead Redemption. Una scelta che spesso lascia perplessi i giocatori più giovani, soprattutto se si guarda al passato dello studio, ricco di IP originali come Max Payne, Midnight Club o L.A. Noire. A spiegare perché oggi Rockstar non sperimenta più arriva Obbe Vermeij, ex technical director di Rockstar North e veterano della serie GTA. Le sue parole chiariscono le logiche industriali dietro una delle aziende più potenti del settore.
Secondo Vermeij, il motivo è tanto semplice quanto spietato: quando uno studio possiede un prodotto di successo enorme come GTA, non ha alcun incentivo a deviare dal percorso. Qualsiasi idea “strana” o innovativa, spiega, è molto più sensato inserirla all’interno di GTA piuttosto che rischiare tempo, risorse e denaro su una nuova IP. Con miliardi di dollari in gioco e cicli di sviluppo che durano anche dieci anni, sperimentare diventa un rischio difficile da giustificare.
Nel corso degli anni, Rockstar ha comunque valutato alternative. Vermeij cita Agent, un progetto a tema spionaggio ambientato nella Guerra Fredda, e persino un gioco zombie su un’isola scozzese sviluppato con il motore di GTA. Nessuno di questi ha mai visto la luce. Col senno di poi, l’ex sviluppatore è netto: non si tratta di occasioni mancate. A suo giudizio, non sarebbero mai stati all’altezza di GTA e avrebbero finito per essere una distrazione, sottraendo energie al progetto che garantisce stabilità e successo.
Questo approccio conservativo non nasce da mancanza di creatività, ma da una valutazione lucida dei costi e dei benefici. Vermeij sottolinea come oggi un singolo GTA richieda uno sforzo produttivo enorme, con team di oltre mille persone e una qualità attesa altissima. In questo contesto, l’idea di “provare qualcosa di nuovo” diventa estremamente complessa. È più facile, e soprattutto più sicuro, continuare a perfezionare ciò che già funziona.
L’ex Rockstar riconosce però il coraggio di studi come Larian, che dopo Baldur’s Gate 3 hanno deciso di non proseguire con un seguito diretto ma di tornare a Divinity. Una scelta che definisce audace e rischiosa, possibile solo accettando l’idea di fallire. Rockstar, invece, non può permettersi questo lusso: le aspettative sono troppo alte e l’impatto culturale di GTA è ormai globale.
In sintesi, Rockstar sviluppa solo GTA e Red Dead Redemption non perché manchino idee o talento, ma perché l’equilibrio tra rischio, costi e successo rende ogni deviazione poco sensata. In un’industria dove un singolo errore può costare centinaia di milioni, la continuità non è pigrizia creativa, ma una precisa strategia industriale.
Consigliamo infine di scoprire la timeline completa di tutti i capitolo di GTA. Aggiungiamo inoltre che Grand Theft Auto 6 non dovrebbe essere nuovamente rinviato.
