Come gira Resident Evil Requiem su PS5 e Xbox Series X|S? A rispondere è l’analisi tecnica di Digital Foundry, che ha esaminato in profondità quello che è già considerato uno dei titoli più attesi del 2026. Il nuovo capitolo della saga horror di Capcom non solo convince sul piano artistico, ma si distingue anche per l’uso avanzato della tecnologia. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulla versione PS5 Pro, definita trasformativa per qualità visiva e gestione del ray tracing.
Secondo Digital Foundry, la risposta breve è chiara: il gioco gira bene, molto bene su tutte le piattaforme attuali. Tuttavia, le differenze tra le versioni esistono e meritano di essere comprese passo per passo.
Su PlayStation 5 Pro, Resident Evil Requiem raggiunge il suo apice tecnico. Il titolo gira a 60 fotogrammi al secondo quasi sempre costanti con ray tracing attivo, elemento che incide profondamente sull’illuminazione globale, sui riflessi e sull’atmosfera generale. L’effetto è descritto come “trasformativo”: gli ambienti acquistano maggiore profondità e realismo, senza sacrificare la nitidezza. Questo risultato è possibile grazie a un sistema di temporal upscaling che consente di partire da una risoluzione effettiva poco superiore ai 1080p e restituire un’immagine molto vicina ai 4K nativi. La qualità finale è definita sublime, con modelli dei personaggi estremamente dettagliati, superfici ricche di micro-particolari e un uso avanzato dell’illuminazione dinamica.
È disponibile anche una modalità a 120 Hz su PS5 Pro. In questo caso, per raggiungere frequenze di aggiornamento più elevate, il gioco rinuncia al ray tracing e all’upscaling temporale avanzato, adottando invece una soluzione basata su FSR. L’obiettivo è privilegiare la fluidità, con il supporto al VRR (Variable Refresh Rate) che garantisce un’esperienza particolarmente stabile sugli schermi compatibili. La resa grafica resta buona, ma meno spettacolare rispetto alla modalità con ray tracing attivo.
Passando a PlayStation 5 standard e Xbox Series X, la situazione è molto equilibrata. Le due versioni sono pressoché identiche dal punto di vista tecnico. La risoluzione interna si attesta poco sopra i 1080p, con uno spatial upscaler che produce un output di qualità superiore, mantenendo il target dei 60 frame al secondo. Le prestazioni risultano solide e stabili, senza differenze sostanziali tra le due piattaforme di fascia alta. Anche qui l’impatto visivo è notevole, sebbene meno avanzato rispetto alla versione Pro per quanto riguarda il ray tracing.
La sorpresa arriva da Xbox Series S. Pur dovendo scendere ulteriormente con la risoluzione – che si aggira intorno ai 720p – e rinunciare ad alcuni effetti grafici più complessi, la console economica di Microsoft offre una stabilità prestazionale sorprendente. I 60 fps restano l’obiettivo e vengono mantenuti con buona continuità, dimostrando un’ottimizzazione efficace da parte di Capcom.
Digital Foundry ha inoltre sottolineato la qualità dei modelli dei personaggi, la cura dei dettagli ambientali – come veicoli, oggetti di scena e superfici urbane – e l’uso del suono tridimensionale, che contribuisce a rafforzare l’immersione. Il comparto tecnico si integra quindi con una direzione artistica solida, rendendo Requiem un capitolo tecnologicamente ambizioso.
In sintesi, Resident Evil Requiem si presenta come un titolo tecnicamente riuscito su tutte le piattaforme attuali. PS5 Pro rappresenta la versione di riferimento per chi cerca il massimo impatto visivo, mentre PS5 e Xbox Series X offrono un’esperienza quasi identica e molto solida. Xbox Series S, pur con inevitabili compromessi, dimostra una sorprendente efficienza. Per chi si chiede quale versione scegliere, la risposta dipende dal livello di fedeltà grafica desiderato e dal tipo di schermo utilizzato, ma la qualità complessiva resta elevata su ogni console.
