Guillaume Broche, mente creativa dietro Clair Obscur: Expedition 33, ha costruito la propria formazione videoludica lontano dalle console Nintendo. Difatti il director dell’apprezzato gioco di ruolo ha rivelato che il suo percorso è iniziato con il Mega Drive, console a 16 bit di SEGA, con titoli come Altered Beast. Successivamente si è spostato su PlayStation, dove ha trovato le principali fonti di ispirazione per il suo lavoro, dai JRPG come Final Fantasy e Atelier fino ad action game come Devil May Cry e Shinobi del 2002 per PS2.
Questa selettività nelle piattaforme gli ha dato un bagaglio fortemente segnato dall’influenza giapponese, pur mancando l’esperienza con l’universo Nintendo. Broche stesso ha raccontato di essere cresciuto in un contesto in cui i videogiochi venivano percepiti come un hobby di nicchia, quasi da “otaku”. A Parigi ovest, dove è nato, il gaming non aveva ancora la dignità culturale che ha acquisito negli ultimi anni. La situazione è cambiata con la diffusione di YouTuber, streamer e VTuber, capaci di rendere i videogiochi un fenomeno mainstream anche in Francia.
Oggi, mentre un tempo dire “gioco ai videogiochi” poteva sembrare strano, le nuove generazioni lo dichiarano senza esitazione, trattandolo come un passatempo normale e condiviso. Il rapporto tra la scena videoludica francese e quella giapponese è particolarmente stretto: i giocatori più appassionati riconoscono il Giappone come la “culla del videogioco” e ammirano l’artigianalità con cui vengono realizzati i titoli. Questo rispetto reciproco ha portato a risultati importanti: Clair Obscur: Expedition 33 è arrivato a un altissimo punteggio su Metacritic con voti stellari, mentre altri sviluppatori francesi, come Ben Fiquet di Lizardcube, hanno celebrato la tradizione giapponese con opere come il nuovo Shinobi.
La traiettoria di Broche è quindi emblematica: partito da SEGA, cresciuto con PlayStation, e profondamente influenzato dal design giapponese, ha saputo trasformare un’infanzia da gamer in un progetto creativo che oggi mette la Francia al centro della scena internazionale, con un GDR capace di rivaleggiare con i grandi maestri orientali.
