Raggiungere la pensione sta diventando una missione sempre più difficile per le nuove generazioni. Scopriamo cosa possono percepire coloro che non hanno mai versato i contributi.
Andare in pensione dovrebbe essere il diritto di tutti? Beh, per farlo occorrerebbe aver lavorato, altrimenti chi non lo ha fatto dovrebbe finire per essere “mantenuto” dal resto della collettività che per una vita ha sudato per guadagnarsi da vivere. Il Belpaese ha attraversato diverse fasi e ora, dal punto di vista lavorativo, si trova in quella peggiore. I giovani non sanno che strada intraprendere e c’è la tendenza a non studiare ma nemmeno formarsi per svolgere un impiego lavorativo. In Italia c’è un esercito di nullafacenti e di disoccupati a causa anche dell’immobilismo dei ruoli. Chi ha un buon posto difficilmente è disposto a cederlo alle nuove generazioni, dovendo arrivare alla tanto agognata pensione.
A livello sociologico questo crea un effetto di poca mobilità. Le uniche concrete possibilità per chi non lavora nel pubblico, risiedono nell’ambito digitale ma occorrono skill di alto livello. Un tempo, senza una laurea né particolari conoscenze informatiche e linguistiche, i baby boomer riuscivano a trovare facilmente un posto di lavoro. Bastava iscriversi nelle liste di collocamento e la chiamata giusta prima o poi avveniva, specialmente al Nord Italia che ha rappresentato un’ancora di salvezza per l’intera penisola. Quindi chi non ha lavorato negli anni ’80, ’90 probabilmente lo ha fatto più per scelta che per mancanza di possibilità.
Chi può richiedere l’assegno sociale
Lo Stato italiano consente per coloro che non hanno versato i contributi o con redditi inferiori rispetto alle soglie annuali previste dalla legge, di richiedere l’assegno sociale, una prestazione dedicata ai cittadini italiani e stranieri di età pari o superiore a 67 anni. L’obiettivo è aiutare coloro che versano in condizioni economiche complesse.

L’assegno sociale è rivolto ai cittadini italiani, ai cittadini comunitari iscritti all’anagrafe del comune di residenza, ai cittadini extracomunitari familiari di un cittadino comunitario, ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno UE di lungo periodo, ai cittadini stranieri o apolidi titolari dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria. Occorre aver compiuto 67 anni con una residenza effettiva in Italia. Quindi basta il requisito dei 10 anni di soggiorno legale e continuativo in Italia.
I cittadini comunitari devono inoltre essere iscritti all’anagrafe del comune di residenza, mentre i cittadini extracomunitari devono essere titolari del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Nel 2025, l’importo dell’assegno sociale è pari a 538,69 euro mensili, erogati per tredici mensilità, per un totale annuo di 7.002,97 euro. Spetta anche ai non coniugati senza reddito, o ai coniugati con un reddito familiare annuo inferiore a 7.002,97 euro.
