Il boom delle pay TV passò, in Italia, dal lancio di Tele+, la prima piattaforma televisiva a pagamento che trasmetteva le partite di Serie A.
Chi ha oggi qualche ruga sul viso ricorderà la prima piattaforma televisiva a pagamento in Italia. Tele+ lanciò le proprie trasmissioni il 9 agosto 1990, con la nascita del primo canale TELE+1, che in una fase iniziale trasmetteva in chiaro, per alcune ore al giorno, film in onda in quel periodo sulle reti Fininvest senza interruzioni pubblicitarie.
Il 16 ottobre TELE+ aveva una offerta molto limitata all’inizio. Promosse i canali TELE+2, dedicato allo sport, e TELE+3, dedicato a cultura e intrattenimento, sempre in chiaro. Il lancio del servizio a pagamento fu preceduto da una massiccia campagna pubblicitaria, sia sulle reti televisive nazionali sia sulle stesse reti TELE+. L’italiano medio non era abituato all’idea di dover spendere un extra per poter osservare le partite della sua squadra preferita.
In commercio i televisori dell’epoca avevano al proprio interno la possibilità di decriptare il segnale televisivo, per poter fruire del servizio a pagamento era necessario un apposito dispositivo, chiamato decoder. Tutte novità che poi sono diventate familiari nelle case degli italiani, ma all’epoca sembrava rivoluzionaria la funzione di decriptare il segnale proveniente dall’antenna. Il decoder veniva fornito in comodato d’uso ai sottoscrittori dell’abbonamento.
La crescita e la fine di Tele+
La piattaforma a pagamento lanciò nel 1996 il satellitare DStv, chiamata prima Telepiù Satellite, poi D+ e infine TELE+ Digitale, con un accordo con la Lega Calcio per la copertura del campionato italiano. Per tre stagioni, dal campionato 1996-1997 al campionato 1998-1999, la nuova piattaforma offriva quindi tutte le partite di Serie A. Nel nuovo millennio furono le società di calcio, e non più la Lega, a decidere in autonomia la gestione dei diritti televisivi dei match. In basso un estratto video con le mitiche pillole di Tele+ a cura del canale YouTube di
Stefano Tallarida.
Per la prima volta Tele+ ebbe concorrenza e la nuova Stream TV del magnate australiano Rupert Murdoch mise i bastoni tra le ruote. Nelle prime due stagioni di Serie A TELE+ aveva un lieve vantaggio: 11 squadre contro le 7 di Stream. Nel campionato 2002-2003 si registrò invece un pareggio, ovvero 9 squadre per ciascuna piattaforma. Da quell’anno Tele+ piombò in una forte crisi e alla fine arrivò Sky che mise tutti d’accordo con una offerta sportiva, cinematografica e di intrattenimento globale.
