La scuola è iniziata, gli studenti sono tornati tra i banchi e i genitori fanno i conti delle spese sostenute per questo nuovo anno scolastico 2025/2026.
Il rientro a scuola significa libri, quaderni, penne, materiale da disegno, pennarelli, evidenziatori e un lunga lista di acquisti legati all’inizio del nuovo anno scolastico. Quella di settembre è la spesa più onerosa ma di certo non l’unica. Nei prossimi mesi si dovranno pagare assicurazione, uscite didattiche, gite e l’altro occorrente per studiare. Riuscire a recuperare qualcosa non sarebbe male.
La spesa per il rientro a scuola è di minimo 400 euro. Se figli sono due e stanno alle superiori, poi, superiamo i 1.000 euro. Per una famiglia un importo del genere può significare una decurtazione importante del budget e la necessità di rinunciare ad altre spese per coprire queste. Lo Stato dovrebbe cercare di risolvere questa situazione e lo farà dal prossimo anno quando i testi scolastici rientreranno tra le spese scolastiche da scaricare (la notizia non è ancora ufficiale). In dichiarazione dei redditi, dunque, si potranno inserire le somme pagate nel 2024 per l’acquisto dei libri di scuola e ottenere la detrazione del 19% come già accade per mense, gite e iscrizioni a corsi di lingua. Nel frattempo le Regioni erogano Bonus per ammortizzare la spesa.
Quali Regioni prevedono Bonus libri scolastici
Ogni Regione ha l’autonomia di attivare Bonus per sostenere i genitori nell’acquisto dei libri scolastici. Tramite bandi comunicherà le linee guida generali della misura, l’importo erogato, i requisiti da rispettare. Solitamente beneficiarie sono le famiglie con ISEE sotto una determinata soglia. La Regione potrà anche scegliere quali sono gli studenti che potranno approfittare del Bonus (principalmente scuole superiori di primo e secondo grado).

Varia anche la modalità di erogazione del beneficio. Tramite voucher, rimborso spese, contributo diretto sono i metodi più diffusi. Naturalmente sarà obbligatoria la residenza nella Regione per poter ricevere il Bonus. Nel bando ci sarà scritta anche la procedura da seguire per inviare la richiesta. Generalmente basterà accedere al portale della Regione (o dei Comuni), compilare la domanda e allegare la documentazione richiesta. L’accesso ai siti presuppone il possesso di SPID, CIE o CNS.
Chi è interessato al Bonus libri deve controllare sul portale della Regione di residenza se una misura del genere è stata attivata e se è ancora attiva e in questo secondo caso verificare i requisiti da soddisfare. Molte domande sono scadute a settembre ma alcune ancora sono aperte. La Puglia, ad esempio, ha erogato il Bando nel mese corrente.
