Bluepoint voleva rifare Bloodborne, ma si è ritrovata a lavorare a un live service nell’universo di God of War? È questa la ricostruzione che emerge da un report pubblicato dall’utente X Detective Seeds, basato sulle testimonianze di quattro dipendenti dello studio. Un racconto dettagliato, con date, nomi in codice e passaggi chiave, che descrive una sequenza di decisioni interne culminate nella cancellazione dei progetti e nella chiusura definitiva della software house. Al centro della vicenda, le politiche interne su Bloodborne, la spinta ai live service e una trasformazione culturale dopo l’acquisizione da parte di Sony. Una storia che intreccia ambizioni creative, scelte strategiche e tensioni aziendali.
Anche nuovi pitch, incluso uno spin-off di Ghost of Tsushima (Black Fang), sono stati annullati.
La ricostruzione parte dalla fine del 2020. Bluepoint pubblica il remake di Demon’s Souls su PS5, accolto positivamente da pubblico e critica. In quel periodo iniziano i colloqui con Sony per l’acquisizione e per l’eventuale sviluppo di progetti originali. All’interno dell’azienda si diffonde l’idea che i remake e le remaster non generino profitti sufficienti nel lungo periodo. Si parla della percezione che il remake di Shadow of the Colossus abbia perso denaro, pur essendo stato concepito anche come operazione di preservazione voluta da Shuhei Yoshida; la principale critica riguardava il nuovo volto del protagonista, scelta comunque approvata da Fumito Ueda. In parallelo, emerge la volontà di ampliare il reparto design, che all’epoca contava solo 1-2 persone, numero insufficiente per un progetto completamente originale.
All’inizio del 2021, dopo Demon’s Souls, nello studio si dà per scontato che il passo successivo sarà il remake di Bloodborne. Secondo una delle fonti citate, il team inizia persino a prepararsi. Tuttavia, il via libera non arriva. Le ragioni sarebbero legate a politiche interne e a un rapporto definito “fragile” tra FromSoftware, Sony e la gestione della proprietà intellettuale. Le fonti sostengono che, per questi motivi, un remake di Bloodborne potrebbe non vedere mai la luce. Tolto dal tavolo il progetto, Bluepoint resta senza un incarico definito.
In questo contesto, lo studio viene assegnato al supporto di God of War Ragnarök, sviluppato da Santa Monica Studio, che necessitava aiuto. Parallelamente, sotto la presidenza di Jim Ryan, Sony spinge con forza sulla strategia dei live service e valuta la possibilità di trasformare God of War in un franchise più ampio, sul modello di Assassin’s Creed, esplorando mitologie e personaggi differenti. A Bluepoint non viene consentito di sviluppare un gioco con Kratos: secondo le fonti, Sony e Santa Monica non si fidavano abbastanza e i costi sarebbero stati troppo elevati.
Il 30 settembre 2021 Bluepoint viene acquisita ufficialmente da Sony. Dopo l’acquisizione, allo studio viene chiesto di proporre un progetto originale ambientato nell’universo di God of War, con l’indicazione di “allungare” i contenuti. Inizialmente, però, i dipendenti non sono informati che si tratterà di un live service. Alcuni descrivono l’acquisizione come una “scommessa” per convincere Sony a comprare lo studio invece di cercare finanziamenti altrove. Da quel momento, secondo le testimonianze, si verifica un cambiamento culturale interno.
Nel 2022 prende forma la prototipazione del progetto con nome in codice CP13, descritto come “Demon’s Souls incontra God of War”. Il team design resta ridotto e manca un Game Director stabile; ne viene promesso uno in prestito da Santa Monica dopo l’uscita di Ragnarök. A fine 2022 arrivano effettivamente un Game Director e alcuni designer da Santa Monica, ma l’integrazione risulta complessa: scarsa familiarità con l’engine di Bluepoint, lavoro da remoto dovuto al COVID e blocchi delle assunzioni in Sony rallentano tutto.
Poco dopo l’arrivo del personale esterno, lo staff scopre che il progetto è un live service. Secondo le fonti, la decisione non sarebbe partita dallo studio, ma sarebbe stata imposta dall’alto. Nascono tensioni interne: i favorevoli al live service sarebbero principalmente ai vertici di Sony, Santa Monica e Bluepoint, mentre circa il 75% dei dipendenti si oppone alla direzione presa. Non è chiaro se la leadership di Bluepoint credesse davvero nel progetto o cercasse di mantenere alto il morale. Ritardi, obiettivi mancati e conflitti portano infine Sony a cancellare CP13 all’inizio del 2025.
Nel 2025 Bluepoint torna a presentare nuove proposte: remake di Jak and Daxter, remake di Resistance, una remaster di Shadow of the Colossus per PS5 con grafica aggiornata e 4-6 boss aggiuntivi recuperati dai contenuti tagliati della versione PS2. Viene riproposto anche il remake di Bloodborne; una piccola parte del team ci lavora per 2-3 mesi, con trattative avanzate, ma senza approvazione ufficiale. Sony interrompe nuovamente tutto. Tra gli altri pitch figurano due nuove IP e il progetto CP-14, nome in codice “Black Fang”, uno spin-off di Ghost of Tsushima che sembra piacere ai vertici. A Bluepoint vengono concessi 5-6 mesi, fino a fine marzo 2026, per realizzare un prototipo e dimostrarne la fattibilità.
Secondo le testimonianze, il lavoro procede in modo soddisfacente e lo studio ritiene di poter rispettare la scadenza. Tuttavia, il 19 febbraio 2026 viene comunicata la chiusura di Bluepoint e la cancellazione di Black Fang. La data definitiva di cessazione delle attività è fissata al 2 marzo 2026. Gran parte del personale era rimasto in azienda dai tempi di Shadow of the Colossus, con circa 40 dipendenti storici affiancati da contractor variabili nel tempo; le fonti sottolineano che molti volevano continuare a lavorare nello studio.
Alla luce di questa ricostruzione, l’idea che Bluepoint “volesse Bloodborne ma sia stata costretta a fare un live service di God of War” appare come una sintesi efficace di una vicenda più complessa: aspettative interne legate a un remake molto atteso, ostacoli politici sulla proprietà intellettuale, una forte spinta aziendale verso i live service e, infine, una serie di progetti cancellati che hanno preceduto la chiusura dello studio.
Bluepoint Games FINAL REPORT: From Bloodborne Remake Potential to Shuttered.
**I spoke to 4 Bluepoint employees and this is THEIR STORY on timeline, dates, and codenames for projects:🔵End of 2020- Bluepoint Ships Demon's Souls and talks begin with Sony Acquisition and working… pic.twitter.com/NxH25xgPIo
— Detective Seeds (@DetectiveSeeds) February 25, 2026
