L’emulazione PC di Bloodborne ha raggiunto un livello tale da superare l’esperienza offerta su console Sony: a dirlo è Digital Foundry, che ha analizzato il lavoro svolto dalla community negli ultimi anni. Ebbene sì, grazie ad emulatori e mod sempre più raffinati, il titolo FromSoftware gira oggi in modo più fluido rispetto a PS4 e alla retrocompatibilità su PS5 ed il risultato è notevole anche in ambito portatile, visto che su ROG Xbox Ally X le prestazioni vengono definite “pazzesche”.
Al centro di questi risultati c’è l’emulatore ShadPS4, ancora in sviluppo ma già molto avanzato. Digital Foundry ha testato una build “Nightly” abbinata a una serie di ottimizzazioni precise: disattivazione dell’aberrazione cromatica, patch TaskSplit, modifica del livello di dettaglio dei modelli e utilizzo della mod Uncap FPS con gestione corretta del delta time. Questi interventi permettono di sbloccare il frame-rate senza compromettere la logica del gioco, storicamente bloccata a 30 fps.
Su ROG Xbox Ally X, impostando la risoluzione a 720p e sfruttando il pannello VRR, Bloodborne emulato riesce a raggiungere stabilmente tra i 50 e i 70 fotogrammi al secondo. Si tratta di un netto passo avanti rispetto ai 30 fps dell’edizione originale. La riduzione della risoluzione rappresenta il compromesso principale, ma su uno schermo da 7 pollici la qualità dell’immagine resta più che adeguata. Forzando i 1080p, le prestazioni scendono invece a circa 33-40 fps.
Digital Foundry segnala anche alcuni aspetti tecnici da considerare. È necessario abilitare lo shader caching per limitare gli stutter dovuti alla compilazione iniziale degli shader. Nelle prime sessioni possono verificarsi rallentamenti, ma una volta completato il caching l’esperienza diventa molto più fluida, con solo qualche hitch residuo legato al traversal stutter. Collegando il dispositivo alla corrente in modalità turbo a 35W si ottengono i risultati migliori; in modalità portatile a 25W si registra un calo prestazionale intorno al 10%, comunque accettabile.
I test si spingono anche oltre l’handheld ASUS. Su PC di fascia alta, con una GPU come la GeForce RTX 4080, l’emulazione consente di giocare a Bloodborne a 4K e 60 fps. In questo scenario non migliora solo la fluidità, ma anche la qualità visiva complessiva: texture più definite, ombre più accurate e un livello di dettaglio superiore rispetto alla versione console originale. Secondo Digital Foundry, il confronto con PS4 è ormai impietoso.
In sintesi, l’analisi conferma come il lavoro della community abbia trasformato Bloodborne in una sorta di “remastered” non ufficiale. Pur restando un progetto fan made, con limiti e imperfezioni, l’emulazione PC offre oggi la migliore esperienza tecnica possibile del gioco, superando le versioni ufficiali e dimostrando il potenziale raggiunto dagli strumenti di emulazione moderni.
Segnaliamo, in conclusione dell’articolo, che appena pochi giorni fa Hidetaka Miyazaki ha rivelato che Bloodborne è il suo “gioco speciale”.
