Bloodborne continua a essere uno dei titoli più discussi e amati dell’intero panorama souls-like, e non solo per il suo valore storico, visto che secondo Hidetaka Miyazaki, presidente di FromSoftware, è il gioco che più di ogni altro incarna il concetto stesso di videogioco così come lo intende il suo autore. Un’opera che, ancora oggi, resta centrale nel dibattito critico e creativo dell’industria, nonostante la sua esclusività su PlayStation 4 e l’assenza di versioni ufficiali aggiornate.
Parlando con GameInformer, Miyazaki ha spiegato che Bloodborne è “un gioco speciale” per almeno due motivi fondamentali. Il primo riguarda il processo di sviluppo: è stato probabilmente il ciclo produttivo più complesso e impegnativo mai affrontato dallo studio. Portare a termine un progetto così ambizioso, uscendo da quella fase con il più alto consenso critico mai ottenuto da FromSoftware fino all’arrivo di Elden Ring, ha dato al gioco un peso unico anche dal punto di vista professionale.
Il secondo motivo, ancora più rilevante, è il carattere profondamente personale del progetto. Miyazaki ha dichiarato di aver riversato in Bloodborne moltissime delle proprie idee, dalla narrazione alla costruzione del mondo di gioco, fino alle meccaniche e ai sistemi di combattimento. Proprio per questo, secondo lui, Bloodborne rappresenta “l’espressione più intensa” del suo modo di “condire” un videogioco, ovvero di imprimere una visione autoriale riconoscibile attraverso regole, atmosfera e ritmo dell’esperienza.
Questa forte identità ha contribuito a creare una comunità estremamente fedele. Ancora oggi, molti appassionati considerano Bloodborne superiore persino a Elden Ring, nonostante una struttura più chiusa e lineare. Il suo status di culto è stato rafforzato anche dall’assenza di una versione PlayStation 5, di una patch a 60 fps o di un port ufficiale su PC, richieste che la community avanza da anni. Su PC il gioco è accessibile solo tramite emulazione, spesso con risultati tecnici superiori all’originale PS4, mentre su PS5 è giocabile esclusivamente via retrocompatibilità.
Miyazaki ha affermato quanto segue:
“Posso dire che ho riversato in questo gioco molte delle mie idee, che si tratti della storia, della costruzione del mondo o persino delle meccaniche e dei sistemi di gioco. Credo che tutto questo sia forse l’espressione più intensa del mio modo personale di “condire” un videogioco che si possa sperimentare”.
Il tema di un possibile ritorno di Bloodborne resta però avvolto nell’incertezza. Non esistono annunci su sequel, remake o rimasterizzazioni, e le dichiarazioni degli addetti ai lavori non fanno che alimentare il mistero. Miyazaki ha riconosciuto di essere felice dell’enorme interesse per un remake o per una versione PC, ma allo stesso tempo sembra molto protettivo nei confronti dell’opera. Secondo l’ex dirigente Sony Shuhei Yoshida, il director potrebbe essere troppo impegnato per supervisionare un progetto del genere e, al tempo stesso, riluttante a lasciare il gioco nelle mani di altri.
In questo contesto si inserisce The Duskbloods, esclusiva Nintendo Switch 2 in uscita quest’anno, che alcuni interpretano come una sorta di successore spirituale per toni e atmosfera. Tuttavia, si tratta di un’esperienza online e non può essere considerata un vero erede di Bloodborne. Per ora, quindi, Yharnam resta sospesa in un limbo creativo: un capolavoro che, proprio perché rappresenta al massimo l’idea di videogioco di Miyazaki, potrebbe non tornare mai nella forma che molti sperano.
