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Biomutant | Recensione

Dopo un silenzio lungo quasi due anni la creatura, e qui è proprio il caso di dirlo, di Experiment 101 è finalmente venuta alla luce. Action/RPG a metà fra le atmosfere apocalittiche di un Fallout e quelle decisamente più scanzonate di un Zelda Breath of the Wild, Biomutant segna l’esordio dello studio svedese nel mercato videoludico sotto l’ala protettiva di THQ Nordic. Dopo essersi letteralmente autodistrutti a causa del continuo sfruttamento ambientale e dall’inquinamento divenuto ormai insostenibile, la razza umana ha lasciato il posto ad alcune mammiferi antropomorfi simili a dei procioni piuttosto arrabbiati con compito di ristabilire le sorti del pianeta a colpi di pistola e di Kung-Fu. Vi suona strano? Beh, aspettate di leggere il resto….

There’s no planet B

Biomutant

Per raccontare di Biomutant bisogna innanzitutto parlare delle menti dietro a questo progetto. Biomutant è la prima creazione di Experiment 101, studio con sede a Stoccolma co-fondato da Goodbye Kansas Game Invest (ora Amplifier Game Invest) e Stefan Ljungqvist, ex Studio Art Director e Game Director di Avalanche Studios (Mad Max, Just Cause). Lo studio, che nel novembre 2017 è stato acquisito da THQ Nordic, conta attualmente circa una ventina di dipendenti, un numero decisamente basso rispetto alle software house di “prima categoria”. Eppure Experiment 101 ha fin da subito fatto intendere di voler gareggiare coi pesi massimi del videogioco, riuscendo a stupire ed incuriosire anche il pubblico più mainstream fin dal suo annuncio. Studio che ha voluto prendersi tutto il tempo necessario per contrastare lo spettro del crunch e portare così a termine il proprio gioco in piena tranquillità nei tempi necessari, cosa che ha fatto erroneamente presagire ad un improvvisa cancellazione del progetto lo scorso anno. Niente di più falso, fortunatamente, poiché Biomutant ha fatto finalmente il suo esordio lo scorso 25 Maggio per le console di vecchia e nuova generazione (attraverso un update).

Il concetto dietro a Biomutant è semplice quanto importante: verrete catapultati in un mondo alla rovina, devastato dal perpetuo sfruttamento delle sue risorse dalle popolazioni precedenti (si, stiamo proprio parlando degli esseri umani) che, con le politiche scellerate della Toxanol Corporation, azienda leader del settore industriale, hanno reso totalmente inospitale quello che viene chiamato attualmente il “Mondo che Fu“. Le radici Albero della Vita infatti, sul quale reggeva l’equilibrio della natura e dell’ecosistema, hanno incominciato a marcire, un chiaro ultimatum a tutti gli essere viventi. Non sarà però una simil Greta Thunberg a risollevare le sorti di un pianeta in decadimento, bensì alcune razze di mammiferi che, scomparsi gli essere umani, si sono sviluppate e civilizzate fino a diventare i veri e propri dominatori del pianeta. Questi pelosissimi nonché abili esserini non si sono distinti soltanto come ottimi guerrieri nonché determinati combattenti, ma hanno anche sviluppato la capacità di mutare geneticamente il proprio corpo in modo da manipolare i vari elementi a proprio piacimento. Voi impersonerete proprio uno di questi carini ma pericolosissimi mammiferi interamente personalizzabile secondo il vostro gusto, il cui passato, illustrato durante la storia attraverso alcuni flashback, è fondamentale per le vicende narrate in Biomutant. Oltre a decidere l’aspetto e il colore della pelliccia del vostro personaggio, potrete decidere anche le caratteristiche che lo contraddistingueranno in battaglia, come ad esempio la forza, la costituzione o ancora l’intelligenza, oltre a selezionare una classe fra quelle presenti che influenzerà il vostro stile di combattimento. Per finire, vi verrà chiesto di scegliere fra due distinti allineamenti, Luce ed Ombra. Questa scelta, che non sarà definitiva ma servirà soltanto a gettare le basi per ciò che andrà a definirsi meglio nel corso del gioco, influenzerà anch’essa le abilità e le armi che potrete sbloccare durante la vostra avventura, oltre a determinare a quale Tribù sarete più affini.

Tra luci ed ombre

Biomutant

Come se non ci fossero abbastanza pericoli nel mondo di Biomutant, alcune creature devastanti e mostruose chiamate Mangiamondo hanno deciso di accelerare il processo di appassimento dell’Albero della Vita seminando morte e devastazione. Per questo le varie razze del Pianeta hanno deciso di unirsi, o meglio dividersi, in diverse Tribù per cercare una soluzione a questo problema, ciascuna con la propria metodologia e il proprio credo. Se per gli umani la collaborazione e l’unione universale era un’utopia, le cose per i pelosi abitanti del mondo di Bimutant non sono poi tanto cambiate; ogni Tribù presente nel gioco infatti si colloca in una differente posizione sulla linea che collega le estremità di Luce ed Ombra, cosa che determina il temperamento e l’attitudine di ciascun affiliato. Ad esempio, la Tribù degli Myryad, esperta nelle arti marziali e nell’utilizzo delle armi bianche, è devota alla Luce e ambisce alla riunificazione delle Tribù per portare la pace nel mondo. Al contrario, i temibili e guerrafondai Jagni prediligono un approccio più violento, credendo che l’unica soluzione per risanare il mondo sia quella di lasciare che i Mangiamondo spazzino via ogni cosa. Starà a voi decidere con quale delle sei Tribù stringere un’alleanza e di quale invece guadagnarvi l’antipatia. Per sposare una o l’altra causa dovrete innanzitutto sviluppare un’inclinazione verso Luce o Ombra attraverso le scelte di dialogo che vi verranno proposte nel corso del gioco ad ogni chiacchierata con gli NPC. Ogni Tribù, oltre a darvi accesso a delle missioni specifiche, vi consentirà anche di collezionare alcune armi esclusive.

Biomutant

Biomutant è di fatto un open world nel quale avrete piena libertà di decidere come meglio agire per portare a termine i vari obbiettivi. Se la trama principale del gioco vi terrà impegnati per almeno una quindicina di ore, completare tutte le missioni secondarie presenti in Biomutant è decisamente un altro paio di maniche. Il titolo di Experiment 101 gode infatti di un’ottima longevità, che ben si sposa con le caratteristiche GdR del gioco, anche se pecca nelle sue fasi esplorative. Pur ispirandosi a titoli di alto calibro come Zelda o The Witcher, Biomutant mostra tutti i suoi limiti quando si tratta di incentivare il giocatore a completare quanti più obbiettivi. La mappa di gioco infatti non offre particolare sorprese e gli elementi che la compongo aggiungono decisamente poco in termini di gameplay. Soprattutto nelle prime ore di gioco è piuttosto evidente quanto si sia fatto poco per rendere più interessante l’esplorazione in Biomutant, soprattutto per quanto concerne gli edifici e i dungeon, fin troppo anonimi e scarni di contenuti. La pressoché totale assenza di enigmi nonché la mancanza di varietà fra i rompicapi sparsi in alcune aree del gioco rendono le scorribande in Biomutant piuttosto lineari e poco coinvolgenti. Altra scelta piuttosto inspiegabile è quella di non includere una minimappa nell’hud di gioco, cosa che vi costringerà a vagare a zonzo e a ricorrere in continuazione alla mappa estesa. Fortunatamente un indicatore a schermo segnerà sempre la posizione e la distanza del nostro obbiettivo, il quale sarà modificabile dalla mappa stessa.

Prova a prenderli

Passando all’aspetto prettamente ludico del titolo Experiment 101, azione e frenesia sono al centro del gameplay di Biomiutant. Che stiate maneggiando una spada o imbracciando un fucile, il vostro compito sarà sempre quello di sterminare i vostri nemici, che essi siano Mangiamondo o membri delle Tribù rivali. In Biomutant esistono tantissime diverse soluzioni da poter adottare in battaglia, tutte consultabili negli intricati menù che compongono il gioco. Per gli amanti dell’Oriente, i riferimenti al Kung-Fu e, più in generale, alla Cina e al Giappone feudale si sprecano in Biomutant e influenzano soprattutto lo stile corpo a corpo attraverso combo via via sempre più spettacolari. Se invece preferite armi e proiettili Biomutant offre una vasta gamma di armi da collezionare, ma bisognerà fare i conti con un gunplay non propriamente brillante. Alla lista delle assenze inspiegabili di Biomutant vanno ad aggiungersi anche l’impossibilità di lockare i nemici e, soprattutto di mirare con la vostra arma, fattori che rendono le sparatorie di Biomutant caotiche e del tutto imprecise. Fanno meglio invece i poteri psionici che ben si integrano con il resto delle armi per creare combo ancora più esplosive. In base al vostro stile di combattimento deciderete quindi come spendere al meglio i punti raccolti avanzando di livello e sbloccare così nuove mosse ed abilità. Non potevano infine mancare le componenti di loot e crafting, attraverso le quali è possibile raccogliere e comporre materiali per produrre nuove armi, armature o potenziamenti.

Lo stile visivo delle ambientazioni di Biomutant è impeccabile, segno di un Art Direction ispirata che, grazie all’utilizzo di colori sgargianti e design cartooneschi, ha dato vita ad un mondo a primo acchito mozzafiato. Peccato però che andando a vedere nel dettaglio Biomutant mostra evidenti lacune sotto il lato tecnico, soprattutto per quanto concerne la pulizia delle texture, molto spartane soprattutto negli elementi ambientali, e le animazioni, troppo legnose e ripetitive. Se il design della razza protagonista e dei Mangiamondo ci ha convinti, lo stesso invece non si può dire per i personaggi secondari, un po’ troppo anonimi nel complesso. Curioso anche il modo di rappresentare il mondo di Biomutant e i suoi abitanti, con il loro modo particolare di comunicare reso però ai limiti del fastidioso da un adattamento italiano sottotono. Il nostro protagonista infatti è l’unico abitante incapace di comprendere la lingua madre di Biomutant e pertanto sarà attraverso la voce di un narratore che coglieremo i vari dettagli di ogni conversazione con le creature. La traduzione e il doppiaggio in Italiano però non rendono affatto giustizia ad una narrativa bizzarra quanta originale e finiscono per rovinare inevitabilmente l’esperienza. Tolto il doppiaggio, le musiche e gli effetti sonori di Biomutant fungono comunque da ottimo accompagnamento durante tutto il gioco.