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AWAY: The Survival Series, la recensione del video-documentario

Oggi vi parleremo di AWAY: The Survival Series, vi siete mai svegliati chiedendovi come sarebbe la vostra vita se foste un petauro dello zucchero? Evidentemente i ragazzi di Breaking Walls si sono fatti questa domanda, eccoci quindi a vivere le turbolente vicende di un petauro dello zucchero in un mondo post apocalittico. 

AWAY: The Survival Series

Vola! 

La vita è già dura, tra bollette, traffico, problemi sentimentali ed il nuovo FIFA che quest’anno sembra essere davvero bello, essere umani può diventare davvero stressante, serve una via di fuga. AWAY: The Survival Series manda al diavolo le vostre bollette, le vostre call ed i meeting con i clienti piazzandoci un bel cataclisma naturale non identificato che ha spazzato via l’intera umanità dal pianeta, ogni tanto ci piace sognare. E così ci svegliamo in un mondo che cade in pezzi e ci accorgiamo che il nostro primo istinto la mattina non è quello di correre in ufficio ma di fare scorta di bacche da portare nel nostro nido. Se l’incipit di AWAY: The Survival Series seguisse un qualsiasi filo logico sarebbe più o meno questo e siccome simulatore di petauri è meno accattivante di AWAY: The Survival Series, possiamo sognare in grande nella nostra piccola vita da roditori volanti. AWAY: The Survival Series è fondamentalmente un survival game con elementi adventure che pone la sua lente d’ingrandimento su questa carinissima specie di scoiattolo volante e c’è davvero poco altro da dire per identificare il gioco, that’s it. Dietro ad una semplice premessa vi sono tuttavia alcune idee molto interessanti, alcune di queste prendono ispirazione dai più disparati titoli survival in circolazione come Ark: Survival Evolved, Rust e tutta quella sequela di titoli che mettono il giocatore nella condizione di dover prima di tutto sopravvivere in quanto esseri viventi e poi, come ulteriore difficoltà, di raggiungere una qualche sorta di obiettivo.  Tutta l’esperienza di gioco è imbastita come se fosse un documentario con tanto di rilassante voce narrante che spiega le varie caratteristiche del Petauro dello Zucchero in relazione all’ambiente estremo in cui si è trovato a dover sopravvivere. L’esperienza di video-documentario o documentary-game è dunque servita su un piatto d’argento. Il nostro primo istinto sarà quello di seguire mamma petauro in giro per il mondo imparando a fronteggiare le diverse minacce che attentano costantemente alla nostra vita. Tali minacce possono essere ambientali o costituite da predatori dai quali fuggire senza pensarci due volte. Come accennato in apertura, AWAY: The Survival Series è ambientato in un mondo post-apocalittico devastato da cataclismi naturali che hanno mutato pesantemente l’ecosistema, dovremo far fronte alle intemperie, ai pericoli naturali costituiti da piante velenose, percorsi scoscesi e terreni ostili ed allo stesso tempo nutrirci di piante ed altri animali facendo in modo di non essere mangiati a nostra volta. La vita di un petauro può essere stressante in effetti ma AWAY: The Survival Series ci aiuta a conoscere meglio questi animali ricchi di risorse. Cercando di tradurre questi concetti in gameplay puro troviamo dunque una sorta di adventure con elementi survival che cerca di innestare un sistema di combattimento rudimentale all’interno di quello che sarebbe stato sicuramente un documentario interessantissimo ma che non riesce a brillare neanche un po’ una volta preso in mano il pad. 

AWAY: The Survival Series

Istinto di sopravvivenza

AWAY: The Survival Series è un titolo grezzo, poco raffinato e davvero difficile da apprezzare nel suo gameplay. Frastagliato di bug come le scogliere che figurano nel gioco, AWAY: The Survival Series propone un’esperienza pesante da digerire sotto ogni punto di vista, da un sistema di comandi poco reattivo a dei movimenti in completa dissonanza con il mondo di gioco. L’impressione è quella di avere tra le mani un titolo nelle sue primissime fasi dello sviluppo dove animazioni sconclusionate, imprecisioni e sbavature fanno parte del progetto ma in questo caso si tratta di un titolo già fatto e finito. Al netto delle sue numerosissime imperfezioni tuttavia, AWAY: The Survival Series non riesce a convincere proprio sul piano del concept. Gli elementi survival sono appena accennati e si tramutano in mera “fame” e “vitalità” in un mondo letteralmente cosparso di cibo (animale e non) in ogni angolo. Non abbiamo mai avuto problemi a nutrirci o a trovare fonti di sostentamento anche provvisorie durante tutto il nostro giocato, questo evidenzia una forte difficoltà nel conciliare le idee con il gameplay perché si, il titolo è un survival, parla di sopravvivenza ma non riesce ad esserlo fino in fondo. 

Da un punto di vista tecnico siamo di fronte anche in questo caso ad un mezzo disastro, se la resa grafica può essere considerata ai limiti dell’accettabile nelle sue massime impostazioni, la stabilità del gioco crea una fortissima dissonanza con qualsiasi pregio tecnico si possa mettere sul piatto. Cali di frame-rate vistosissimi e frame-time ballerino rendono AWAY: The Survival Series un’esperienza fastidiosa nel vero senso della parola. Un vero peccato data l’ottima gestione delle luci che viene completamente oscurata da un’ottimizzazione praticamente inesistente. Il livello di dettaglio non è assolutamente sorprendente, il titolo presenta textures poco dettagliate, modelli poligonali scarni ed una fisica davvero impresentabile. La fisica di gioco impatta direttamente sul sistema di combattimento, ridicolizzando ogni tentativo di serietà che il titolo cerca di proporre con un ragdoll davvero esilarante sia degli degli animali che ci attaccano o che vengono uccisi così come di tutti gli oggetti “slegati” dal mondo di gioco statico. AWAY: The Survival Series è sulla carta qualcosa di interessante ma la sua esecuzione fallisce miseramente su tutta la linea. Il titolo è disponibile su PC, Playstation 4 e Playstation 5 e ci sentiamo di consigliarlo soltanto ai veri appassionati dei Petauri dello Zucchero o a tutti coloro che si ritrovano nella descrizione fornita ad inizio recensione, se invece state cercando un buon survival dovreste sicuramente guardare altrove, AWAY: The Survival Series non è la scelta giusta. Non tutto è da buttare comunque, AWAY: The Survival Series mette sul piatto l’idea di un videogioco-documentario che potrebbe anche essere davvero interessante se sviluppata nel modo giusto ma, al momento, resta soltanto questo: un’idea e poco più. 

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Alessandro Di Liberto

Alessandro Di Liberto

Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.

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