L’universo di Avatar potrebbe proseguire, ma a condizioni diverse rispetto al passato, visto che James Cameron ha spiegato che Avatar 4 e Avatar 5 dovranno necessariamente costare meno per poter vedere la luce, sottolineando come l’industria cinematografica stia attraversando una fase complessa. Nonostante la saga resti una delle più redditizie di sempre, i margini di rischio sono oggi più alti e impongono una riflessione sui modelli produttivi. Il successo del terzo capitolo, Avatar: Fuoco e Cenere, sarà quindi determinante per il futuro della serie.
Secondo il regista, i film di Avatar richiedono investimenti enormi, soprattutto per via dell’uso massiccio di effetti visivi e tecnologie avanzate. Anche se il primo Avatar ha incassato circa 2,9 miliardi di dollari e La Via dell’Acqua ha superato i 2,3 miliardi, Fuoco e Cenere sta registrando incassi inferiori rispetto ai predecessori nello stesso arco temporale. Dopo quattro settimane, il film ha raggiunto poco più di 1,2 miliardi di dollari globali, un risultato solido ma non sufficiente, da solo, a garantire automaticamente il proseguimento della saga.
Cameron ha chiarito che, qualora Disney desse il via libera, l’intenzione sarebbe quella di girare Avatar 4 e Avatar 5 insieme, concependoli come un’unica grande storia divisa in due parti. Questa strategia permetterebbe di ottimizzare tempi e costi di produzione, replicando l’approccio già adottato per il secondo e il terzo capitolo. Proprio la necessità di ridurre le spese rappresenta il nodo centrale: produrre film così costosi, in un periodo in cui il pubblico nelle sale è diminuito rispetto al periodo pre-pandemico, comporta rischi che gli studios non possono più ignorare.
Cameron ha affermato quanto segue (grazie ad IGN):
“Michelle sarà sicuramente in Avatar 4, se lo realizzeremo. Questo perché l’industria cinematografica è depressa, in questo momento. Avatar: Fuoco e Cenere è costato molto e dobbiamo fare bene per poter continuare la saga, dobbiamo trovare un modo per realizzare i film di Avatar in modo più economico. Se continuiamo e giriamo il quarto film, realizzeremo insieme anche il quinto. Con La Via dell’Acqua e Fuoco e Cenere abbiamo fatto così, era un’unica grande storia, e sarà lo stesso per Avatar 4 e 5, con anche la presenza di Michelle. Interpreterà un personaggio in performance capture che si chiama Paktu’eylat ed è una Na’vi.
Aggiungo che la gente tende a ignorare i sequel, a meno che non si tratti del terzo film de Il Signore degli Anelli e voglia vedere a tutti i costi cosa succede. Nella mia mente qui è la stessa cosa, il culmine di un arco narrativo, ma potrebbe non essere così per il pubblico. In sintesi serve una quantità di soldi astronomica, il che significa che dobbiamo fare il doppio per ottenere un profitto. Non ho dubbi che questo film incasserà molti soldi. Ma la domanda è sostanzialmente una: ne farà abbastanza perché sia giustificato farlo di nuovo?”
Nel corso delle dichiarazioni, il regista ha anche confermato il coinvolgimento di Michelle Yeoh, qualora il progetto andasse avanti. L’attrice interpreterebbe Paktu’eylat, una Na’vi realizzata in performance capture, e sarebbe presente sia nel quarto che nel quinto film. Tuttavia, Cameron non ha voluto garantire che i due sequel verranno effettivamente realizzati, ribadendo che tutto dipenderà dalla sostenibilità economica del progetto e dalla risposta del pubblico.
Le date di uscita, già fissate da Disney per il 2029 e il 2031, restano quindi indicative. Il messaggio del regista è chiaro: anche un colosso come Avatar, capace di dominare il box office mondiale, deve oggi fare i conti con budget, profitti e un mercato in rapido cambiamento. Il futuro della saga non è escluso, ma passerà da una produzione più efficiente e da risultati commerciali sufficienti a giustificare un nuovo, ambizioso capitolo su Pandora.
