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Apple: Steve Jobs definiva il social di Zuckerberg ‘Fecebook’

Spuntano dettagli sulle passate tensioni tra Apple e FaceBook

Il caso Epic Games vs Apple, apertosi in tribunale solo pochi giorni fa, lunedì 3 maggio 2021, sta cominciando a portare alla luce diverse indiscrezioni delle due compagnie, incluse alcune relative al lontano 2011 quando, internamente a Apple, il suo fondatore Steve Jobs discuteva con i colleghi dell’iPad di quell’anno, concedendosi di definire il social network di Mark Zuckerberg, con cui i rapporti erano piuttosto tesi, con l’epiteto ‘Fecebook’.

Epic Games

Tutto è emerso da una serie di e-mail scambiate tra i dirigenti dell’azienda di Cupertino e mettono in risalto una relazione conflittuale tra Apple e FaceBook, si suppone a causa del rinvio della release dell’app FaceBook per dispositivi iPad. Il suddetto modello di iPad fu rilasciato nel 2010, quando il celebre social network doveva ancora procedere al lancio della sua app dedicata, che non arrivò fino a ottobre 2011. Nel tempo intercorso ci fu perfino un ingegnere di FaceBook che si spinse al licenziamento, accompagnandolo con un post sul blog pubblico in cui indicava tra le cause i rinvii nel rilascio dell’applicazione parzialmente causati dalle relazioni tese con Apple.

Il responsabile software di Apple, Scott Forstall, riferiva in alcune e-mail delle lamentele di Zuckerberg in relazione all’incapacità di FaceBook di includere app incorporate per iPad, e gli sforzi dei due per trovare dei compromessi, tra i quali ne figura uno che avrebbe permesso all’utenza di postare notizie feed relative alle applicazioni. In continuazione del rapporto si riferisce che “Jobs, allora CEO di Apple, rispose dal suo iPad: Sono d’accordo – se eliminiamo la terza proposta di Fecebook sembra ragionevole”.

C’è chi punta il dito a un semplice e banale errore di battitura ma, in luce del rapporto teso tra le due compagnie appare parimenti probabile che Jobs abbia volutamente cambiato quella prima vocale di FaceBook, magari come semplice gesto di stizza. Sicuramente non è l’ultimo fatto curioso destinato a emergere dal processo che vede contrapposti Epic Games e Apple.