Con la chiusura ufficiale dei server, Anthem è stato dichiarato “morto” come live service, visto che l’accesso al gioco non è più possibile e l’esperienza online che ne costituiva il cuore è venuta meno. Tuttavia, nuove dichiarazioni di un ex responsabile BioWare riaprono il dibattito sul destino del titolo. Secondo Mark Darrah, Anthem non sarebbe tecnicamente irrecuperabile, ma al contrario, esisterebbero ancora le basi per una versione giocabile offline.
Darrah, ex executive producer e project lead del progetto, ha spiegato (grazie a PCGamer) che Anthem era stato inizialmente sviluppato con una struttura client-server pensata anche per funzionare in locale. In pratica, il gioco disponeva di codice che permetteva al computer del giocatore di ospitare una sessione, gestendo direttamente la logica di gioco anziché demandarla ai server centrali e questa possibilità è rimasta attiva negli ambienti di sviluppo fino a pochi mesi prima del lancio ufficiale, quando è stata rimossa per consolidare il modello live service.
Il punto chiave è che quel codice, pur non essendo più operativo, non sarebbe scomparso del tutto. Secondo Darrah, potrebbe teoricamente essere recuperato e adattato, aprendo la strada a una versione offline o addirittura a server privati gestiti dalla community. Una simile operazione richiederebbe competenze tecniche elevate, soprattutto per analizzare e ricostruire i flussi di rete di un titolo con elementi MMO come Anthem, ma non sarebbe senza precedenti nel panorama PC.
L’ipotesi di un intervento diretto di Electronic Arts resta invece altamente improbabile. Darrah ha parlato di un possibile piano di rilancio che includerebbe la trasformazione di Anthem in un’esperienza single player con compagni controllati dall’IA e un aggiornamento tecnico complessivo. Il costo stimato sarebbe di circa 10 milioni di dollari, una cifra che l’editore difficilmente investirebbe su un progetto da tempo rimosso dalle priorità aziendali.
Alla luce di queste informazioni, Anthem può essere considerato definitivamente concluso come prodotto commerciale supportato ufficialmente, ma non necessariamente irrecuperabile in senso assoluto. La sua eventuale sopravvivenza dipenderebbe dall’iniziativa di sviluppatori indipendenti e appassionati, seguendo esempi già visti in altri titoli live service abbandonati. Una possibilità remota, ma non del tutto esclusa, che continua ad alimentare le speranze di una parte della community, che appena pochi giorni fa ha salutato il gioco.
