Playtonic ci delizia ancora con il seguito del titolo che ha reso famoso il team, in uscita l’8 ottobre su Pc, Switch, Ps4 e Xbox One: si tratta del famoso Yooka-Laylee and the Impossible Lair, annunciato già ad agosto di quest’anno.
Come il precedente titolo, Yooka-Laylee and the Impossible Lair è un platform-action a scorrimento laterale che riprende i classici 2D, pur mantenendo modelli grafici a tre dimensioni che permettono di visualizzare scenari, personaggi e oggetti con un’eccezionale profondità su schermo. I livelli classici permettono ai protagonisti di muoversi solo sulle due direzioni, mentre nella mappa del mondo – attraverso cui raggiungere i livelli – si potrà esplorare e affrontare svariati enigmi in 3D, con una comoda visuale dall’alto che ci permetterà di seguire le mosse dei personaggi. Lo stile grafico cartoonesco è rimasto simile al suo predecessore e a titoli come Super Mario odyssey, con comandi semplici e intuitivi a disposizione di qualsiasi giocatore, ma con un netto miglioramento nella grafica e nel level design che si presenta colorato, divertente e studiato nel dettaglio e animazioni ben confezionate. I protagonisti del gioco sono ancora una volta Yooka e Laylee, rispettivamente un camaleonte verde e un pipistrello che devono combinare le loro abilità avanzando di livello in livello, tra salti, ostacoli e puzzle fino ad arrivare ad un impacciato e potente nemico che impugna lo scettro che dà il nome al gioco, chiamato Impossible Lair. Come già detto il lato grafico sembra impeccabile, il gioco gira fluido su Pc senza cali di framerate e con tempi di risposta ottimali anche per televisori dai 40 pollici in su.
Da quello che abbiamo potuto provare, Yookai-Laylee and the Impossible Lair inizia con un tutorial alla fine del quale troveremo la mappa che ci porterà alla scelta del livello e al primo boss, che presenta una difficoltà leggermente sopra la media per un pegi+3.
Avremo a disposizione due vite in tutto, ma nel caso ne perdessimo una il nostro compagno Laylee similmente alla maschera di Crash o alla libellula Sparx di Spyro ci permetterà di avere una seconda possibilità. Il titolo presenta un buon numero di collezionabili e molti oggetti con cui interagire, da lanciare e spostare, più delle monete ogni volta che il livello di completamento di uno stage sarà al 100 percento, e che serviranno a sbloccare nuove aree della mappa. Oltre alle monete, ci saranno delle feroci apette acquisibili ed utili in battaglia contro i vari boss. I checkpoint sono sparsi in buon numero e sono rappresentati da delle fotocamere che terranno conto della nostra sagoma in versione ologramma nell’ultimo posto in cui siamo stati, una feature decisamente simpatica.
Laylee cercherà di sfuggire ad ogni colpo che ci verrà impartito dai nemici, non perchè non ci è amico ma proprio per la questione del conteggio vite: potremo riprenderlo subito, poco prima che fugga, oppure con delle campane alate che ci permetteranno di richiamare il nostro ultrasonico compagno dopo averlo perso.
Parlando dei Boss all’interno del gioco, fin dalla fine del primo capitolo potremo tentare di andare a sconfiggere il detentore dell’Impossible Lair oppure scegliere di continuare i vari capitoli che si andranno a sbloccare nella mappa. Nel menù, semplicistico, troveremo la mappa e le api liberate collezionate in precedenza, un sistema di potenziamento con 3 slot in cui inserire quelli che troveremo in giro per i livelli e vari achievement, oltre ovviamente alle opzioni. Praticamente tutto quello che raccoglieremo servirà in un modo o nell’altro a rendere la nostra esperienza di gioco più divertente e facile.
Per ultimo parliamo delle musiche, davvero godibili e rilassanti per un gioco destinato a tutti, che nonostante questo si rivela piuttosto impegnativo procedendo. Yooka-Laylee and the Impossible Lair offra davvero molto insomma, e sembra volerci restituire un gioco dal sapore classico ma rinnovato su tutti i fronti, che non lascia molti dubbi a chi vorrà comprarlo e difficilmente stancherà il giocatore, tenendolo incollato per ore allo schermo. A questo punto non vediamo l’ora di vedere l’opera finita!

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