I ragazzi di Creepy Jar, uno studio indipendente formato da ex membri di Techland, arriva sul mercato con Green Hell, un survival-sandbox che cavalca l’onda del successo di titoli come Ark: Survival Evolved, Rust e Conan: Exiles. Il titolo è ancora in Early Access e, nonostante la roadmap corposa, abbiamo deciso di tuffarci nella foresta amazzonica per provare questo nuovo ed interessante titolo.

Se il vostro sogno è sempre stato quello di provare a sopravvivere in un ambiente ostile come la foresta amazzonica, Green Hell potrebbe sicuramente fare al caso vostro. Come dei Bear Grylls virtuali ci siamo lanciati alla scoperta di un titolo misterioso ma che affonda le sue radici su di un terreno tanto fertile quanto saturo. Sono già molti i titoli che hanno provato la scalata al survival-sandbox open world, tra i più influenti possiamo trovare Ark: Survival Evolved, The Solus Project, Rust e Conan: Exiles. Pur avendo le basi dei titoli citati, Green Hell non è ancora fornito di un comparto multigiocatore che, secondo la roadmap rilasciata dallo studio di sviluppo, dovrebbe arrivare durante i primi mesi del 2019. Green Hell è chiaramente un prodotto ancora acerbo, una gemma grezza che, nelle mani giuste, potrebbe arrivare a brillare. Al momento ci limitiamo a tastare il terreno che, proprio come all’interno del titolo, può riservarci diverse sorprese. Quelle di Green Hell sono basi già viste, intuitive per certi versi ma che propongono meccaniche e funzioni che vanno a mescolare le carte in tavola al fine di proporre qualcosa di nuovo. Dal crafting degli oggetti al farming delle risorse, sono davvero tanti i titoli che ci vengono in mente osservando come si sviluppa il sistema di gioco del titolo. La raccolta di risorse è chiaramente ispirata a The Forest, così come l’intero sistema di crafting che ci permette di interagire direttamente cono il nostro zaino al fine di combinare i vari reagenti necessari per creare attrezzi, cibo e costruzioni.

Green Hell riesce a trasformare azioni semplici, come tagliare un albero con un machete, in qualcosa di più complesso, ogni pezzo di tronco deve infatti essere trasportato individualmente oppure fatto in pezzi ancora più piccoli per poter essere trasportato nello zaino andando a comporre un mosaico di elementi di crafting molto variegato ma poco intuitivo. La sopravvivenza è chiaramente lo scopo ultimo del titolo e, nonostante la presenza di alcuni dialoghi e la caratterizzazione di alcuni personaggi, non vi sono elementi a sufficienza per delineare una storyline degna del suo nome, lasciando che Green Hell vesta i panni di un semplice contenitore all’interno del quale sopravvivere. La strada per il rilascio della versione completa è tuttavia ancora lunga e sicuramente arriveranno delle novità interessanti, purtroppo la riuscita dei titoli in accesso anticipato non è mai chiarissima e non possiamo quindi essere certi del destino di un titolo interessante come Green Hell.

Strutturato completamente in prima persona, il titolo ci mette nei panni di uno scrittore che deve sopravvivere alle insidie della foresta, questo concetto va a tradursi in esigenze di sopravvivenza base come nutrirsi, bere, non ammalarsi e mantenere la propria temperatura su livelli accettabili. Il clima ostile e la relativa penuria di scorte alimentari non sono però gli unici elementi che vanno a giocare a nostro sfavore. Green Hell propone infatti una vasta gamma di piante ed animali potenzialmente mortali, tra prede e predatori dovremo decidere in modo ponderato se e come affrontare gli animali che popolano la foresta amazzonica, scendendo spesso e volentieri a compromessi tra una riserva di carne copiosa come quella di una Tigre ed un combattimento potenzialmente letale. Ad arricchire l’offerta di gioco troviamo anche una minaccia umana, una tribù primitiva che abita la foresta e che si rivela essere non proprio accogliente nei confronti del nostro protagonista.

Green Hell è un titolo che si lascia scoprire ma che spesso attinge troppo dai titoli già affermati nel genere, lasciando che determinate meccaniche e funzioni vengano dedotte più che scoperte, il titolo ha bisogno di un’impronta forte, un’identità capace di farlo emergere dal marasma di survival open world ed il rischio abbastanza concreto è quello di diventare l’ennesimo survival simulator che tutti dimenticheranno nel giro di pochi mesi. Il titolo è comunque in costante aggiornamento, le aspettative sono abbastanza alte vista e considerata l’esperienza del team di sviluppo e speriamo che il titolo sappia regalarci emozioni più forti la prossima volta che torneremo a giocarci.

Aspettative:

  • Un survival nudo e crudo
  • La foresta sembra essere viva in ogni momento di gioco
  • Il sistema di crafting offre infinite possibilità

Dubbi:

  • La co-op potrebbe rendere tutto troppo semplice
  • Rischia di diventare un titolo privo di mordente
  • Personaggi poco caratterizzati

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