Don’t Die, Minerva! è un videogioco rogue-like isometrico che ci mette nei panni di Minerva, una dolce ragazzina di 11 anni intenta a vagare sola nel bosco durante una notte buia e tempestosa. Sembra l’inizio di una fiaba dalle tinte cupe, con la differenza che la nostra creaturina non è così docile: Minerva ha un bel carattere da vendere e sta cercando da sola i suoi genitori perduti. Durante la sua ricerca si imbatte in un’enorme villa dall’aria angosciante e, ignara del pericolo (ma ammettiamolo: davvero avremmo la forza di girare i tacchi davanti ad una casa infestata, noi, giocatori incalliti di avventure paurose?), decide di addentrarsi da sola nella spettrale magione armata solo di una torcia. Ovviamente la prima impressione si rivela corretta: non solo la casa è infestata da spiriti maligni, ma la struttura stessa invita la bimba ad entrare, permettendoci di fare conoscenza con l’oramai defunto custode Mr. Butterworth – in realtà un maggiordomo molto distinto e gentile – che metterà Minerva in guardia dai pericoli. In verità, oltre ad offrirle una calda tazza di thè, l’ex uomo ci chiederà anche aiuto per raccogliere quelli che lui definisce “cristalli di essenze”, spiegandoci come far ritorno da lui nel posto più sicuro e raccomandando infine alla ragazzina di non morire, giusto per andarci cauti.

Don't Die, Minerva! Mr. ButterworthDurante tutto il corso di Don’t Die, Minerva! controlleremo la ragazzina, in grado di dissipare i fantasmi e le creature che incontrerà con la propria torcia e di raccogliere vari upgrade durante la gita per ogni piano della villa. La casa ha molte aree che si sbloccheranno lungo il percorso e il gioco ricorda molto da vicino, sotto il punto di vista stilistico, la particolare caratterizzazione vantata dal ben più famoso Binding of Isaac. In effetti il gioco riesce a catturare l’attenzione e, senza introdurre particolari meccaniche o pretendere di essere innovativo, si lascia godere da tutti i fruitori del genere risultando piacevole e semplice. Don’t Die, Minerva! ci farà usare gli stick analogici del pad – difficilissimo giocarlo da tastiera – per gestire il movimento della bambina e il getto di luce della torcia, la sua arma principale assieme ad altri dispositivi in grado di illuminare l’ambiente. In aggiunta a questo, Minerva può contare su vari potenziamenti: oggetti come orsacchiotti, scimmie, draghetti e gatti (ma anche molto altro) che lavoreranno al suo fianco come compagni in grado di attaccare i nemici entro la loro area di azione; preziose gemme che ci permetteranno di estendere ulteriormente le abilità delle armi, aggiungendo effetti elementari come ghiaccio, fuoco o simili per ostacolare i nemici; gettoni ovvero la valuta di gioco che se saremo fortunati abbastanza da tornare al giardino potremo spendere presso il maggiordomo per accrescere in maniera permanente la vitalità, i danni e altre statistiche. Sempre il giardino viene usato come luogo per salvare i nostri progressi.

Don’t Die, Minerva! Verrà rilasciato il 5 dicembre su Steam e nel complesso il gioco sembra carino e strutturato. C’è accuratezza a livello di grafica e sonoro, ci sono aree da sbloccare, diverse tipologie di nemici, boss da sconfiggere che lo rendono un ottimo titolo rougelike: veloce, pieno di potenziale, mai uguale a sè stesso e che vanta un gameplay arduo e impegnativo alle lunghe. Per ora ci lascia un’ottima impressione. L’unica pecca minuscola è il design dei nemici, che non sempre risulta nuovo (qualche modello riciclato o cosa già vista), ma è qualcosa che speriamo di vedere corretto in breve tempo prima dell’uscita.

Commenti