In una fase dove c’è grande attenzione alla salute nelle nostre cucine ci sono ancora prodotti che possono risultare dannosi al nostro benessere.
Ci stiamo avvicinando velocemente alle festività di Natale. Per molti è l’occasione di staccare la spina e dedicarsi agli affetti più cari. Tra le principali attività c’è quella di stringersi intorno a un tavola della cucina, ma bisogna mangiare e cucinare responsabilmente. Ci sono strumenti che vanno evitati e che mettono a rischio la salute delle persone a cui vogliamo bene.
In tutte le cucine italiane ci sono dei taglieri. Gli amanti degli affettati e dei formaggi ne possiedono anche più di uno. Da tempo si parla della prevenzione in materie di plastiche, ma con risultati sempre scadenti. Purtroppo a livello commerciale i taglieri in plastica hanno rimpiazzato quelli in legno grazie alla loro leggerezza, alla semplicità di lavaggio, alla resistenza in lavastoviglie, e soprattutto perché costano molto di meno rispetto al legno di alta qualità.
Diversi prodotti di uso comune, presenti nelle abitazioni, sono realizzati con microplastiche dannose per gli organismi viventi. A finire sotto accusa sono ora i taglieri che rilascerebbero delle particelle che poi verrebbero assorbite nell’organismo con conseguenze molto pericolose.
Allarme microplastiche: i taglieri di plastica sono un rischio
In base alle analisi condotte e riportate sul sito ilfattoalimentare.it ogni coltello genera, a ogni taglio, tra le cento e le trecento microplastiche, la metà delle quali, secondo uno studio sulla materia, resta sul tagliere, andando a contaminare le acque reflue, ma non il corpo umano. L’altra metà rimane sul cibo appena tagliato.

In base a un’altra analisi dell’università del Nord Dakota arrivano inevitabilmente nell’organismo. Considerando le carote tagliate mediamente in un anno da persone che ne mangiano abitualmente, i ricercatori hanno concluso che l’assunzione di microplastiche è preoccupante. Grandi e voluminose quantità si assorbono e si sommano. Stando ad alcuni test, il limite sarebbe di dieci micrometri, cioè millesimo di millimetro.
Secondo altri esperimenti, e in particolare in base a quanto riportato in una ricerca condotta sul pesce e sul pollo crudi, tagliati dai macellai e dai pescivendoli, dai ricercatori dell’Università degli Emirati Arabi Uniti, la soglia sarebbe un po’ più elevata, attorno ai 15 micrometri. Bisogna stare attenti e usare almeno in casa quelli di legno, poi nelle cucine dei ristoranti non ci possiamo imporre.
