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Home»Notizie»Alcuni dipendenti di Ubisoft criticano l’accordo con l’Arabia Saudita per Assassin’s Creed

Alcuni dipendenti di Ubisoft criticano l’accordo con l’Arabia Saudita per Assassin’s Creed

Ubisoft è finita al centro di un dibattito interno per la sua recente partnership con l’Arabia Saudita per un DLC di Assassin’s Creed Mirage.
Alberto RossiBy Alberto Rossi11 Settembre 2025
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Basim di Assassin's Creed Mirage
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Ubisoft è finita al centro di un acceso dibattito interno a causa della sua recente partnership con l’Arabia Saudita, finalizzata alla creazione di un nuovo contenuto gratuito per Assassin’s Creed Mirage. L’annuncio del DLC “AlUla”, presentato dal CEO Yves Guillemot in occasione di un evento nel Paese, ha entusiasmato i giocatori ma ha sollevato forti critiche tra alcuni dipendenti, preoccupati per le implicazioni etiche di questa collaborazione.

Le perplessità sono emerse durante una sessione interna di domande e risposte. Un dipendente ha chiesto se la dirigenza avesse considerato i rischi per la reputazione aziendale, citando il caso del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi, ucciso e smembrato in circostanze legate al regime saudita. La risposta dei vertici è stata che l’accordo rientra in un quadro più ampio di relazioni diplomatiche, in linea con le iniziative del presidente francese Emmanuel Macron per espandere l’influenza della Francia.

Ubisoft ha inoltre chiarito che i finanziamenti provengono dal Public Investment Fund saudita (PIF), sottolineando che non appartengono direttamente al principe ereditario Mohammed Bin Salman. La società ha anche ribadito che collaborare con partner che non condividono i valori democratici non implica automaticamente un loro abbandono. Sulle presunte pressioni saudite riguardo all’origine del DLC, invece, la compagnia ha preferito non commentare.

Dal punto di vista contenutistico, Ubisoft ha dichiarato che il nuovo DLC è stato sviluppato con il supporto di specialisti di archeologia, per garantire un ritratto accurato della regione di AlUla, storicamente importante. Parallelamente, il titolo ha ricevuto anche un Discovery Tour ambientato nella Baghdad medievale, sebbene con caratteristiche diverse rispetto ai precedenti della serie.

La vicenda riflette così una tensione crescente tra l’interesse commerciale e le sensibilità etiche di chi lavora all’interno dell’azienda: da un lato il desiderio di espandere l’influenza globale, dall’altro il timore che partnership con governi controversi possano compromettere l’immagine di Ubisoft.

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