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Activision vuol contrastare il comitato che Microsoft approverà ad acquisizione conclusa

Raven Software non molla nonostante i tentativi di contrasto di Activision

Tra Activision Blizzard, probabilmente il publisher più discusso negli ultimi anni per ragioni esterne al suo settore e tali da generare un vero e proprio scandalo, e lo studio di sviluppo Raven Software di sua proprietà, non corre buon sangue da diversi mesi, come probabilmente saprete. A inizio anno lo studio si oppose a una serie di licenziamenti ritenuti ingiusti, quindi minaccio la fondazione di un sindacato e, ora, nonostante i tentativi di fermarli da parte del publisher, i membri dello studio hanno effettivamente fondato un Comitato contro le Discriminazioni.

Per quanto Activision odi la cosa, Microsoft è intenzionata ad approvarla quando prenderà le redini della compagnia:

Per ora Activision sta impiegando molti sforzi per destituire questo comitato, ma la sua è una battaglia che si è già deciso debba essere persa, in futuro. Infatti, quando la compagnia perderà la propria indipendenza alla conclusione della manovra d’acquisizione da parte di Microsoft, il colosso di Redmond intende legittimare e approvare questo comitato. L’acquisizione dovrebbe concludersi entro i primi mesi del prossimo 2023.

A quanto riferisce Kotaku, fonte di questo articolo, a esprimere questa posizione sarebbe stato Phil Spencer in persona, che nel corso di un meeting avrebbe detto: “Una volta concluso questo affare, abbiamo tutta l’intenzione di supportare l’organizzazione formata dai dipendenti. Siamo convinti sia un diritto dei nostri impiegati ed è qualcosa che può entrare a far parte del rapporto che vi è tra un’azienda e chi per essa lavora”.

Insomma, le idee del colosso di Redmond sono chiare e progressiste come sempre, non sorprende infatti Microsoft compaia da anni tra i posti di lavoro migliori in ogni classifica o ricerca sulla qualità degli ambienti di lavoro. Una realtà diametralmente opposta a quella che, ad ascoltare le testimonianze, sembra aver caratterizzato la storia di Activision Blizzard sotto la cieca guida di Bobby Kotick, che ad acquisizione compiuta diverrà l’uomo colpevole di aver coperto crimini quali abusi, discriminazioni e violenze più pagato nella storia dell’umanità – per un terzo delle sue colpe una persona normale finirebbe in galera per qualche anno come minimo, altro che buona uscita da quasi mezzo miliardo.

Fa piacere comunque sapere che la retrograda amministrazione di Activision sta lottando una battaglia persa in partenza, e sarà un bello schiaffo morale il giorno in cui il sindacato fondato da 12 coraggiosi dipendenti diverrà una realtà consolidata e supportata dalla compagnia. Almeno in un caso vedremo dei dipendenti avere la meglio su una compagnia – sebbene perché ciò sia possibile è necessario l’intervento di una seconda compagnia benevola.

Activision
Fonte: Kotaku

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Giovanni Carrieri

Giovanni Carrieri

Amante dei videogiochi sin dalla più tenera età ho trascorso la fanciullezza sulle console per poi passare, crescendo, al PC, mia attuale piattaforma di riferimento. Amo in particolar modo i giochi di ruolo e gli adventure, specie se open world e con una componente narrativa ben scritta e sceneggiata. Non disdegno il gioco multiplayer, sempre che la compagnia sia buona.

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