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Abbiamo provato Metroid Dread su Nintendo Switch OLED

Settimana prossima non solo approderà nei negozi di tutto il mondo e sull’eShop Metroid Dread, nuovo capitolo della saga che vede come protagonista Samus Aran ovvero uno dei personaggi Nintendo che ha fatto la sua prima comparsa su NES e che è diventata una delle icone Nintendo, ma l’uscita del gioco accompagnerà quella della nuova Nintendo Switch OLED, una versione riveduta e corretta dell’ibrida di Nintendo dotata di un nuovo e migliorato schermo. Nei giorni scorsi siamo andati negli uffici Nintendo per poter mettere mano in anteprima sul gioco e sulla nuova console, per farci un’idea di quello che attende il futuro dell’azienda di Kyoto.

Nintendo Switch OLED

Switch OLED

Parliamo prima del proverbiale elefante nella stanza: Nintendo Switch OLED. Sin dal suo annuncio, che risale ad appena un paio di mesi fa, Nintendo ha messo le cose in chiaro: a discapito di tutti i rumor che si sono susseguiti nei mesi precedenti, Switch OLED non è e non vuole essere una mid-gen per l’ibrida Nintendo quanto piuttosto una versione con una serie di miglioramenti e smussature che si confanno ad una revisione di metà ciclo vitale. Lo schermo OLED è il vero e proprio focal point di questa versione al punto da darne il nome e non si può negare che, presa in mano la console, la cosa non passi inosservata: i colori brillanti dell’OLED, il forte contrasto di chiaroscuri, la maggior luminosità e profondità dei neri e l’immagine più grande grazie ai bordi più sottili che permettono allo schermo da 7 pollici di non far variare la console nelle dimensioni sono tutti elementi che si fanno notare sin dal primo istante, soprattutto con un gioco come Metroid Dread che grazie ai colori sgargianti della tuta di Samus e gli effetti di illuminazione riesce a porre subito l’accento sulle nuove caratteristiche dello schermo. Per il resto la console sotto la scocca rimane la medesima: stessa batteria da 4310 mAh, stesso SoC NVidia Tegra X1, stessa scheda di rete wireless compatibile fino allo standard 802.11ac (quindi niente supporto al Wifi 6), le uniche cose che sono cambiate sono la memoria interna che passa da 32 a 64 GB (comunque espandibile sempre con l’uso di schede micro SDHC compatibili) e gli speaker audio che Nintendo dichiara essere nettamente migliori rispetto a quelli dei precedenti modelli di Switch.

Switch OLED

Nintendo Switch OLED offre un’esperienza migliorata nel suo uso in portabilità, ma che chiaramente non va ad influenzare chi ne fa un uso più casalingo, attaccata ad un televisore e anche il valore aggiunto offerto dallo schermo OLED è un consistente passo in avanti, ma non stupisce o rivoluziona nulla. Vero è che se consideriamo tutti i miglioramenti introdotti in questa riedizione, quindi non solo lo schermo ma anche lo stand per la modalità tablet che adesso dona finalmente stabilità alla console, le casse migliorate e la memoria interna raddoppiata, ci sono tutti i presupposti per consigliare Nintendo Switch OLED non solo a chi ha intenzione di acquistare la sua prima Switch, ma anche a coloro che già possiedono la prima versione e che vorrebbero fare un upgrade coscienti del fatto che i miglioramenti sono quasi tutti relativi alla console quando rimossa dal dock. Le novità per chi già possiede Switch e ne fa un uso prevalentemente casalingo invece sono piuttosto ridotte: il dock della nuova console ha sì una fenditura per l’inserimento di Switch più ampia per evitare che lo schermo “gratti” col rischio di rovinarsi ed un design più tondeggiante in linea con le forme della console, ma la vera novità è la presenza della porta ethernet per la connessione LAN, assente nella vecchia dock station che però può essere integrata utilizzando un adattatore LAN gigabitethernet-USB A 3.0 compatibile da 10-15 euro (e dico compatibile perché in 4 anni Nintendo non ha mai rilasciato un adattatore ufficiale con queste caratteristiche).

Metroid Dread

Metroid Dread

Arriviamo alla ciccia, arriviamo a quello che aspettavo da parecchio tempo ovvero l’uscita di un nuovo capitolo della serie classica di Metroid. Dopo Metroid Fusion (del quale questo Metroid Dread è un seguito diretto) e dopo quella mezza delusione che prende il nome di Other M (che tuttora considero un buon gioco, ma che non riesce a restituire un’esperienza degna della saga), tornare ad indossare i panni della cacciatrice di taglie più famosa della galassia, l’unica che ha sviluppato una resistenza al Parassita X, è qualcosa che mi mancava da tempo. Nella mia ora e mezza di prova del nuovo Metroid Dread ho potuto provare non una demo ma una versione completa del gioco, cosa piuttosto prevedibile se si considera che l’uscita del gioco è prevista per venerdì prossimo, stesso giorno in cui sarà disponibile Switch OLED. In realtà Metroid Dread era un progetto che Nintendo aveva in mente già all’epoca del Nintendo DS, ma che non fu mai realizzato per i limiti tecnologici dell’epoca. Dopo la realizzazione del remake di Metroid 2 su 3DS in collaborazione con MercurySteam, Nintendo ha deciso di lavorare ancora con lo studio spagnolo autore di Lords of Shadow per questa nuova avventura ed infatti possiamo notare che alcune delle meccaniche di gameplay introdotte nel remake del 2017 come la mira libera ed il parry che permette di contrattaccare infliggendo maggiori danni. Il gioco si presenta comunque com un metroid “classico” ovvero un platform con visuale side-scrolling con diversi elementi di backtracking, stanze segrete e passaggi nascosti e aree sbloccabili solo dopo aver ottenuto gli opportuni potenziamenti alla tuta di Samus. A quasi 20 anni da Metroid Fusion l’uso dei pixel è stato ormai abbandonato in favore di modelli e scenari 3D e grazie a ciò la telecamera di gioco ruota intorno ai personaggi durante le cutscenes per poi riposizionarsi lateralmente in soluzione di continuità con la scena mostrata. Forse se si vuole imputare qualcosa al gioco è la troppa frequenza di filmati in-game inseriti durante le transizioni fra una stanza e l’altra, ma niente che vada a minare la fruizione del gioco.

Metroid Dread

La storia di Metroid Dread si svolge sul Pianeta ZDR da dove proviene una misteriosa registrazione che testimonia la presenza del Parassita X, creatura pericolosissima per l’intera Galassia che si riteneva fosse estinta dopo gli eventi di Metroid Fusion: per questo motivo la Federazione decide di mandare dei robot programmati per perlustrare il pianeta e intercettare il parassita chiamati E.M.M.I. Tuttavia poco dopo essere arrivati su ZDR gli E.M.M.I. interrompono le comunicazioni con la Federazione e sarà Samus, l’unica in grado di resistere agli attacchi dei parassiti X, a dirigersi su ZDR per capire cosa sia successo. Una volta giunta sul pianeta Samus si imbatterà in un essere appartenente ai Chozo, la razza aliena ritenuta scomparsa che ha creato Mother Brain e i Metroid, e vi posso assicurare che il video introduttivo con lo scontro con il Chozo mi ha destato enorme curiosità per quelle che saranno le ore successive del gioco. Come in ogni Metroid che si rispetti, le minacce si nascondono in ogni stanza ed in ogni anfratto del pianeta: oltre alle creature che fanno parte della fauna ed ai boss e mini-boss che affronteremo durante il percorso, uno dei pericoli maggiori sarà rappresentato proprio dagli E.M.M.I. sfuggiti al controllo della Federazione. I robot sono infatti dotati di una corazza estremamente resistente e di sensori capaci di individuare i passi della nostra “signorina” all’interno di un’area sorvegliata e l’impossibilità di danneggiarli se non raccogliendo uno specifico potere il cui uso sarà limitato. Ciò da adito al gioco di presentare delle fasi stealth all’interno delle aree sorvegliate dai robot dalle quali sarà impossibile fuggire se metteremo in allerta gli E.M.M.I.: si tratta di una riuscita variazione al classico gameplay di Metroid che però vanno un po’ a penalizzare l’elemento esplorativo del gioco, inaccessibile fintanto che l‘E.M.M.I. di turno non sarà sconfitto.

Nintendo Switch OLED
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Alla fine della mia prova, seppur con qualche perplessità che ho esternato, la voglia di sapere come prosegue il gioco è tanta e sicuramente le premesse per un degno ritorno di Samus ci sono tutte. Se volete comunque maggiori dettagli vi invito a seguire la sezione news e a leggere la recensione completa del gioco che uscirà nei prossimi giorni.

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Francesco Enriù

Francesco Enriù

Quando nacque gli misero nella culla un Game Boy e da quel giorno non esce di casa senza qualcosa che gli permetta di giocare per strada. Adora qualsiasi cosa abbia a che fare con Zelda e Castlevania e si crede un grande stratega solo perché conosce a memoria i Fire Emblem e gli Advance Wars.

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