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A Tale of Paper | Recensione

A Tale of Paper è un gioco sviluppato dai ragazzi di Open House Studio dalla breve durata che porta il giocatore in un viaggio in cui passerà a momenti panico a pochi minuti di totale malinconia e pace. Con un mondo meravigliosamente realizzato dall’inizio alla fine, A Tale of Paper è un gioco che facilmente ricorderemo.

A tale of Paper

Un gameplay eccessivamente lineare

Non ci sono introduzioni elaborate, filmati o narrazioni, prendi vita e poi vaghi per una casa con la più ampia collezione di scatole prima del trasloco, con alcuni pericoli come i robot aspirapolvere, ma i nemici sono l’ultima delle tue preoccupazioni in quanto questo è un autentico gioco di puzzle a platform. Sebbene il titolo e composto da enigmi convenzionali da risolvere, come per esempio il classici interruttori azionati nell’ordine giusto, A Tale Of Paper è un gioco basato soprattutto sul salto di precisione. Puoi muovere leggermente la telecamera con la levetta analogica destra, ma il gioco si svolge da una vista laterale con profondità. Gli ambienti del gioco hanno tanto fascino quanto il personaggio, ma la prospettiva della profondità si rivela impegnativa quando si salta a causa della camera poco precisa. Complice la breve durata e lo spiccato lato artistico, ci ritroveremo mi sono ritrovato a pensare meno al tempismo dei salti e più al mondo meravigliosamente creato che stiamo in quel momento esplorando.
Il platform di A Tale of Paper si basa sul concetto di origami: il protagonista può trasformarsi in una serie di diverse creazioni di origami, ognuna con le proprie capacità. La rana, per esempio può muoversi solo saltando, la palla può rotolare lungo tubi stretti e anche altre forme aiutano a superare sfide specifiche. Il gameplay raggiunge il suo apice quando ci costringe a cambiare rapidamente tra queste forme, anche se purtroppo le occasioni di entrare nel vivo del gioco sono estremamente rare al punto da no riuscire sfruttare a pieno le caratteristiche e capacità delle varie formi di origami. Come abbiamo prima accennato, le sezioni platform, sebbene in realtà abbastanza buone, spesso soffrono di problemi con la camera. Il gioco, infatti, presenta una telecamera fissa, il che significa che il gameplay è a volte è ostacolato dall’impossibilità di vedere il nostro protagonista, il che spesso tutto questo di traduce in ricominciare da capo. Nel gioco, poi, si ha la costante sensazione di superficialità, dato che il gameplay è un elemento palesemente secondario

A Tale of Paper

Trama misteriosa

È difficile spiegare la trama di A Tale of Paper in poche parole, la narrazione rimane poco chiara almeno fino a metà del gioco, e scoprire la storia del gioco attraverso sottili accenni ha portato a una risposta emotiva maggiore di quanto si possa pensare. Come abbiamo già accennato, la storia non ti viene svelata con filmati o dialoghi, ma è necessario esplorare, guardarci intorno in diverse aree e prestare molta attenzione ai doversi ambienti per capire cosa sta succedendo. Il mistero di quello che sta succedendo fa parte del fascino del gioco. Svegliarsi senza spiegazioni mentre il protagonista incoraggia il giocatore a spingere in avanti, cercando risposte. A Tale of Paper non ha ore e ore per raccontare la sua storia, ma utilizza il tempo a sua disposizione per creare un legame con il giocatore e considerando che ha come protagonista una figura di carta, la storia sembra sorprendentemente umana.
C’è, però, un piccolo problema nel modo in cui il gioco racconta la sua storia, ovvero gli oggetti da collezione. In ciascuno degli 8 capitoli del gioco, trovare un oggetto da collezione ci consentirà di vedere una piccola parte della storia (come un disegno) quando torneremo alla schermata del titolo. Questi oggetti da collezione sono per lo più facili da trovare, ma alcuni sono nascosti abbastanza bene, con così poche spiegazioni del gameplay, sembra ingiusto bloccare parti chiave della narrativa e del retroscena dietro questi oggetti da collezione.

A tale of Paper

Il mondo di gioco

Per un gioco che in alcuni punti è così luminoso e bello, A Tale of Paper può anche risultare cupo e creare molta tensione, allo stesso modo di Little Nightmares. Gli sviluppatori hanno saputo sfruttare la prospettiva per aumentare la tensione. Parlando del mondo, il level design è in realtà uno dei punti di forza del gioco, sebbene gli enigmi e le sezioni platform fossero davvero poco frequenti, ogni livello funge da area distinta e ben progettata. Ogni livello ha un tono artistico diverso che utilizza bene i diversi ambienti.
Le immagini e la musica sono entrambi essenziali per la storia e l’atmosfera di A Tale of Paper. In assenza di dialoghi o testi, la variegata colonna sonora del gioco è la vera forza trainante dietro molte delle emozioni e degli ambienti man mano che andremo avanti. Le sezioni progettate per provocare il terrore presentano battiti forti, invece le sezioni più contemplative hanno come sfondo una musica molto più morbida, che crea un’atmosfera di gioia e malinconia.
La grafica, lo stile artistico del gioco è davvero sbalorditivo, colpisce il giusto equilibrio tra realismo e stile; ogni parte del gioco sembra dettagliata, ma si adatta all’approccio leggermente fumettistico. Gran parte della narrazione avviene attraverso l’aspetto artistico e musicale del gioco. Senza la sua grande arte e musica, gran parte della risonanza emotiva del gioco andrebbe persa.

Versioni disponibili: PS4, PC

Versione provata: PS4