Una decisione che segna la fine di un’epoca per il mondo dei videogiochi: Ubisoft ha interrotto lo sviluppo di nuovi titoli presso Red Storm Entertainment, storico studio fondato nel 1996 da Tom Clancy. La scelta comporta circa 105 licenziamenti e rappresenta un cambiamento significativo nella struttura interna dell’azienda, che negli ultimi mesi ha avviato un ampio processo di riorganizzazione.
È importante chiarire che Red Storm Entertainment non chiude completamente. VGC riporta che lo studio continuerà a operare, ma con un ruolo diverso: i dipendenti rimasti si occuperanno di supporto tecnico globale e dello sviluppo del motore grafico Snowdrop, utilizzato in vari progetti Ubisoft. Tuttavia, la divisione creativa è stata completamente smantellata, il che significa che il team non realizzerà più nuovi videogiochi.
Per comprendere l’importanza di questa notizia, bisogna ricordare il ruolo storico dello studio. Fondato direttamente da Tom Clancy, Red Storm fu responsabile dei primi adattamenti videoludici dei suoi romanzi, tra cui le celebri serie Tom Clancy’s Rainbow Six e Tom Clancy’s Ghost Recon, diventate negli anni veri e propri pilastri del genere sparatutto tattico. Dopo l’acquisizione da parte di Ubisoft nel 2000, il team ha continuato a contribuire a numerosi capitoli di queste saghe, oltre a collaborare ad altri progetti importanti.
Negli ultimi dieci anni, però, l’attività dello studio era cambiata. Red Storm si era concentrata principalmente su esperienze in realtà virtuale, come Werewolves Within, Star Trek: Bridge Crew e Assassin’s Creed Nexus VR. Il progetto più recente, The Division Heartland, è stato cancellato nel 2024 dopo una fase di test pubblici, segnando un ulteriore segnale delle difficoltà dello studio.
Parallelamente, lo sviluppo dei giochi legati al marchio Tom Clancy era già stato affidato ad altri team Ubisoft: studi come Massive Entertainment, Ubisoft Montreal, Ubisoft Paris e Ubisoft Toronto gestiscono oggi serie di grande successo come The Division, Rainbow Six Siege e Ghost Recon. Questo spostamento di competenze ha probabilmente contribuito alla decisione di ridimensionare Red Storm.
La chiusura della divisione sviluppo si inserisce in un piano più ampio di riduzione dei costi. Ubisoft ha annunciato l’obiettivo di tagliare circa 200 milioni di euro nei prossimi due anni, attraverso cancellazioni di giochi, rinvii, chiusure di studi e licenziamenti in diverse sedi, inclusa Parigi. L’azienda sta inoltre riorganizzando i propri team creativi in strutture autonome chiamate “creative houses”, con l’obiettivo di rendere la produzione più efficiente.
Questo caso offre un esempio concreto di come l’industria videoludica sia in continua evoluzione. Anche studi storici e fondamentali possono essere ridimensionati o trasformati quando cambiano le strategie aziendali, le tecnologie e le richieste del mercato. Comprendere queste dinamiche aiuta a leggere meglio il funzionamento del settore e le sfide che le grandi aziende devono affrontare oggi.
