Capcom ha lanciato Resident Evil Requiem senza ritardi, e il titolo ha già stabilito un record di giocatori contemporanei su Steam per la saga. Tuttavia, al momento non esiste una versione nativa per macOS con Apple Silicon. Nonostante ciò, alcuni utenti hanno iniziato a testare il gioco su Mac di ultima generazione, ottenendo risultati sorprendenti.
Uno dei primi benchmark informali proviene da un possessore di MacBook Pro con chip M4 Max, dotato di CPU a 14 core e GPU a 32 core. Secondo quanto riportato, nelle fasi iniziali del gioco – tra le più impegnative dal punto di vista grafico – il framerate si avvicina ai 90 FPS. Si tratta di un risultato significativo, considerando che il titolo è noto per essere particolarmente esigente in termini di risorse hardware, soprattutto quando si impostano i dettagli al massimo.
WCCftech segnala che per raggiungere queste prestazioni sono stati necessari alcuni compromessi. Il preset grafico è stato impostato su “High”, ma il Path Tracing è stato disattivato, scelta quasi obbligata dato l’elevato carico computazionale di questa tecnologia. È stata invece attivata la frame generation, insieme all’upscaling tramite AMD FSR3 in modalità Balanced. La risoluzione interna è stata fissata a 1.800 x 1.169 pixel, un compromesso studiato per mantenere un buon equilibrio tra qualità visiva e fluidità.
Durante il test, il sistema ha utilizzato quasi 16 GB di memoria unificata. Il modello in questione dispone di 36 GB complessivi, ma le configurazioni con meno RAM potrebbero incontrare difficoltà più marcate, specialmente a causa del rapido consumo di memoria video condivisa. Questo aspetto è cruciale per comprendere come le prestazioni possano variare sensibilmente tra le diverse configurazioni di Apple Silicon.
Un elemento interessante riguarda la variabilità del carico grafico. Le prime aree del gioco rappresentano il picco massimo di richiesta hardware; nelle sezioni ambientate in spazi chiusi, invece, il framerate tende a migliorare sensibilmente. Ciò suggerisce che, con impostazioni adeguate, l’esperienza possa risultare ancora più stabile man mano che si procede nell’avventura di Grace Ashcroft.
Resta da valutare come si comporteranno chip meno potenti come M4 Pro o future varianti M5. In assenza di un port ufficiale per macOS, questi test dimostrano comunque che l’architettura Apple Silicon di fascia alta è già in grado di gestire un titolo AAA particolarmente impegnativo, a patto di accettare compromessi mirati sulle impostazioni grafiche.
