Dopo il ritiro di Phil Spencer e l’uscita di Sarah Bond, la guida di Microsoft Gaming è passata ad Asha Sharma, figura finora poco nota al pubblico Xbox. A poche ore dalla nomina, la nuova CEO ha deciso di rendere visibile il proprio profilo Xbox, mostrando alla community quali titoli abbia giocato e quali Obiettivi abbia sbloccato. Una mossa che voleva probabilmente avvicinarla ai fan, ma che ha generato reazioni contrastanti. Alcuni utenti hanno accolto positivamente la trasparenza; altri hanno sollevato dubbi sulla genuinità dell’account.
Entrando nei dettagli, il profilo Xbox di Sharma supera i 10.000 punti Obiettivo. La CEO ha completato al 100% Firewatch e Ball x Pit, dedicando a quest’ultimo 43 ore in una sola settimana, pari a circa sei ore al giorno. Ha inoltre giocato alcune ore a Minecraft, ottenendo un Obiettivo raro che molti nuovi utenti faticano a sbloccare. Tra gli altri titoli presenti nel profilo figurano Halo Infinite, Forza Horizon 5, Fallout 76, Call of Duty, Borderlands 2 e Keeper. Proprio Borderlands 2 sarebbe stato provato dopo il consiglio di un utente online.
Secondo alcune osservazioni della community, l’account sembrerebbe essere stato creato o quantomeno utilizzato attivamente solo a partire da metà gennaio, quando è stato sbloccato il primo Obiettivo in Halo Infinite. Da qui nasce il sospetto: per alcuni si tratterebbe di un tentativo di legittimazione pubblica, anche perché la maggior parte dei giochi presenti appartiene a serie legate all’universo Microsoft. Il contrasto con l’account “XboxP3” di Phil Spencer — noto per la sua attività costante online e per la passione dichiarata verso la caccia agli Obiettivi — è evidente.
Sharma ha però affrontato la questione con una certa franchezza sui social, affermando di aver “appena iniziato a toccare i videogiochi” e di non essere “XboxP3”. Ha inoltre indicato come titoli preferiti Halo, Valheim e GoldenEye, segnalando un interesse personale che va oltre la semplice esposizione istituzionale.
Per comprendere meglio il contesto, è utile ripercorrere il suo profilo professionale. PureXbox ricorda che l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, ha sottolineato come negli ultimi due anni Sharma abbia guidato la divisione CoreAI, supervisionando tecnologie e team che alimentano l’intelligenza artificiale in Microsoft e presso clienti enterprise a livello globale. Il suo portafoglio include Azure AI Foundry, Azure OpenAI Service, Azure Machine Learning, Responsible AI, AI Search, API personalizzabili e Azure AI Services, oltre alla leadership in Applied Engineering, Computational Engineering e crescita della divisione CoreAI.
In precedenza è stata COO di Instacart dal 2021 al 2024, occupandosi di prodotto, design, data science, marketing, operations e nuove linee di business, e ha ricoperto ruoli dirigenziali in Meta dal 2017 al 2021, inclusa la guida prodotto per Messenger e Instagram Direct. Ancora prima ha contribuito al lancio di Porch Group e ha lavorato in Microsoft tra il 2011 e il 2013 in ambito marketing.
Il suo curriculum evidenzia esperienza nella costruzione e scalabilità di piattaforme globali, nell’allineamento dei modelli di business al valore di lungo periodo e nella gestione di ecosistemi che coinvolgono miliardi di utenti. Tuttavia, non include una carriera diretta nello sviluppo o nella gestione di studi videoludici. Ed è proprio questo elemento a generare parte dello scetticismo.
La pubblicazione del profilo Xbox, quindi, assume un significato simbolico: rappresenta un tentativo di dialogo con una community tradizionalmente attenta all’autenticità dei propri leader. Non è possibile stabilire con certezza se si tratti di un’operazione d’immagine o di un genuino percorso personale di avvicinamento al medium. Ciò che emerge con chiarezza è il clima di cautela con cui una parte del pubblico sta osservando la nuova gestione.
In definitiva, la credibilità di Sharma non sarà determinata dai punti Gamerscore, ma dalle scelte strategiche che compirà nei prossimi mesi. In una fase delicata per Xbox, tra rilancio delle esclusive e ridefinizione dell’identità del brand, saranno le decisioni concrete — non il profilo online — a definire il rapporto tra la nuova CEO e la comunità dei giocatori.
