Nel pomeriggio del 19 febbraio 2026, un’email minatoria ha fatto scattare l’allarme bomba presso la sede di Ubisoft Montpellier, importante studio francese di sviluppo videoludico. Il messaggio, ricevuto dalla direzione dell’azienda, segnalava la presenza di un ordigno esplosivo all’interno dell’edificio situato nella zona Eurêka di Castelnau-le-Lez, comune confinante con Montpellier. In pochi minuti è stato attivato un imponente dispositivo di sicurezza. L’area è stata isolata e centinaia di persone sono state fatte evacuare per precauzione.
L’allerta è partita formalmente dopo la ricezione della mail, immediatamente inoltrata alle autorità competenti. La gendarmeria di Castelnau-le-Lez ha dispiegato circa trenta militari, comprese unità del PSIG (Peloton de Surveillance et d’Intervention de la Gendarmerie). Sono intervenuti anche artificieri della Sécurité civile, agenti della polizia municipale, vigili del fuoco del Sdis 34 e un cane addestrato alla rilevazione di esplosivi. È stato istituito un perimetro di sicurezza per consentire le operazioni di bonifica in condizioni di massima tutela.
L’evacuazione si è svolta in modo ordinato. I circa 500 dipendenti dello studio sono stati fatti uscire dagli uffici sotto la supervisione delle forze dell’ordine. Per ragioni di sicurezza, l’allontanamento è stato esteso anche ai lavoratori di edifici adiacenti e ad alcuni residenti della zona, portando il totale delle persone evacuate a circa 800. L’intera area è rimasta presidiata per diverse ore.
Alle 18:00 le verifiche erano ancora in corso e nessun ordigno era stato rinvenuto all’interno degli stabili controllati. Questo elemento ha spinto gli investigatori a considerare con crescente probabilità l’ipotesi di un falso allarme, pur senza escludere alcuna pista fino al completamento delle ispezioni. Parallelamente è stata aperta un’indagine giudiziaria per risalire all’autore del messaggio. L’inchiesta è stata affidata alla brigata di ricerche della compagnia di gendarmeria di Lodève, incaricata di analizzare l’origine dell’email e verificare eventuali responsabilità penali.
L’episodio si inserisce in un periodo particolarmente delicato per Ubisoft. Il gruppo, guidato dal CEO Yves Guillemot, sta attraversando una fase di ristrutturazioni profonde, con annunci recenti di tagli al personale, chiusure di studi e ritorno obbligatorio al lavoro in presenza per contenere i costi. Nelle stesse ore è stato confermato anche il licenziamento di 40 dipendenti presso la sede di Toronto, impegnata sul remake di Splinter Cell. Il clima interno all’azienda è descritto come teso, con parte del personale che esprime preoccupazione per ulteriori riduzioni e critica apertamente alcune scelte della dirigenza.
Dal punto di vista operativo, casi come questo seguono protocolli molto rigidi: ricezione della minaccia, segnalazione immediata alle forze dell’ordine, evacuazione completa, creazione di un perimetro di sicurezza e bonifica sistematica degli ambienti tramite unità specializzate. Anche in assenza di riscontri concreti, la procedura impone la massima cautela per tutelare lavoratori e cittadini.
Al termine delle operazioni, se l’ipotesi del falso allarme verrà confermata, l’attenzione si concentrerà sulle conseguenze legali per l’autore della minaccia. In Francia, l’invio di un allarme bomba può comportare pesanti sanzioni penali, soprattutto quando provoca l’interruzione di attività economiche e l’impiego massiccio di risorse pubbliche.
