Una delle caratteristiche più amate della serie Battlefield è sempre stata la scala delle sue battaglie: mappe vaste, numerosi punti di conquista, spazio per carri armati, jet ed elicotteri. Con il lancio di Battlefield 6, però, molti fan hanno notato che poche mappe iniziali rispecchiavano davvero questo modello. Le ambientazioni risultavano più compatte e con layout percepiti come restrittivi. Dopo mesi di richieste e discussioni nella community, DICE ha finalmente dichiarato in modo chiaro che il messaggio è stato recepito e che in futuro arriveranno mappe più grandi.
Il producer delle stagioni di DICE, Philipp Girette, ha spiegato a PC Gamer che il team ha “sentito forte e chiaro” il feedback dei giocatori. Come primo segnale concreto, negli ambienti di test di Battlefield Labs è stata introdotta Golmud Railway, una celebre mappa del passato nota per i suoi spazi estesi, i numerosi obiettivi e l’ampio utilizzo di veicoli terrestri e aerei. Questa scelta non è casuale: rappresenta una risposta diretta alla richiesta di battaglie più ampie e meno soffocate.
DICE ha indicato che il remake di Golmud Railway è stato prioritizzato proprio per affrontare il tema della scala delle mappe. Tuttavia, non sarà incluso nella Stagione 2. I numerosi periodi di test suggeriscono comunque che lo studio voglia pubblicarlo il prima possibile, compatibilmente con i tempi di sviluppo. Creare mappe di grandi dimensioni richiede infatti molto lavoro: bilanciamento dei punti di conquista, gestione dei percorsi dei veicoli, definizione delle zone di volo e ottimizzazione tecnica.
Per quanto riguarda la Stagione 2, le mappe Contaminated e Hagental Base erano già state pianificate prima del lancio del gioco. Questo significa che non sono nate in risposta alle critiche recenti. Tuttavia, un esempio concreto di intervento basato sui test riguarda proprio Contaminated: durante le prove in Battlefield Labs, le zone di volo per i veicoli aerei erano risultate troppo limitate. Il team ha quindi ampliato le aree esterne della mappa in cui jet ed elicotteri possono operare, migliorando l’esperienza per chi predilige il combattimento aereo.
Alla domanda se l’approccio “più grande è meglio” verrà applicato anche alle mappe già esistenti, alcune delle quali criticate per il design angusto (come Sobek City), la risposta è stata prudente. La priorità del team è intervenire sulle mappe attualmente in sviluppo e su quelle future. Rivedere radicalmente ambientazioni già pubblicate richiede tempo e risorse considerevoli. Girette ha sottolineato che la creazione di una mappa è un processo lungo e che il team deve essere molto mirato nelle proprie scelte. Non ci sono annunci concreti di modifiche strutturali alle mappe esistenti nella Stagione 2.
Un altro elemento da considerare è la complessità produttiva di Battlefield 6. Nonostante il coinvolgimento di quattro studi nel mondo, il progetto viene descritto come “una nave grande che gira lentamente”: le decisioni strategiche richiedono tempo per tradursi in contenuti giocabili. La prima ondata di contenuti della Stagione 2 è già disponibile, con ulteriori aggiornamenti previsti nei mesi successivi, ma le trasformazioni più significative in termini di scala arriveranno soprattutto più avanti.
In sintesi, Battlefield 6 si prepara a tornare verso le sue radici su larga scala, ma lo farà con gradualità e pianificazione strategica.
