Il ritorno di Fable ha emozionato anche il suo creatore. Peter Molyneux, fondatore di Lionhead Studios e mente dietro la trilogia originale, ha raccontato di aver pianto guardando il recente trailer gameplay del reboot sviluppato da Playground Games per Xbox. Una reazione sincera, maturata mentre seguiva la presentazione come qualsiasi altro spettatore, senza aver avuto accesso anticipato al progetto.
In un’intervista a IGN, Molyneux ha spiegato di essersi sentito profondamente toccato dall’idea che il mondo da lui creato possa continuare a vivere. “Questa cosa che abbiamo creato andrà avanti”, ha detto, sottolineando quanto sia importante per lui vedere che l’universo di Albion non è stato dimenticato, ma rilanciato per una nuova generazione. L’emozione nasce proprio dalla consapevolezza che un’opera amata da sviluppatori e pubblico possa avere una nuova vita.
Molyneux ha affermato quanto segue:
“Posso dirvi che mentre stavo guardando il trailer di Fable, mi sono ritrovato in lacrime. Ovviamente so che potrei essere massacrato per ciò che sto per dire, ma sono una persona che piange frequentemente e mi sono sentito incredibilmente emotivo e la ragione è stata: ‘dannazione, questa cosa che abbiamo creato, vivrà, continuerà ad esistere. Questo mondo, che abbiamo amato creare, e che altre persone hanno amato, avrà una vita”.
Tra gli aspetti che ha apprezzato maggiormente c’è la decisione di Playground Games di reinventare Fable ripartendo dal primo capitolo, invece di proseguire direttamente la storia della trilogia originale. Secondo Molyneux, continuare la narrativa passata avrebbe comportato un peso eccessivo; ripensare le origini, invece, è una scelta “molto intelligente”. Ha inoltre gradito i riferimenti ai vecchi giochi, come l’idea narrativa della famiglia del protagonista trasformata in pietra, elemento che richiama il tono fiabesco e moraleggiante tipico della serie.
Non sono mancate, però, alcune osservazioni critiche. Molyneux ha descritto il trailer come leggermente “asettico”, troppo pulito rispetto allo spirito originale di Fable. Nella sua visione, la saga non è mai stata ordinata o perfettamente rifinita: al contrario, doveva trasmettere un senso di caos, di “vecchia Inghilterra” irregolare e imperfetta. Ha citato, ad esempio, il design esagerato di mani, piedi e accessori nei capitoli storici, elementi volutamente caricaturali che contribuivano all’identità visiva del gioco. Secondo lui, un tocco maggiore di “ruvidezza” e carattere potrebbe rafforzare ulteriormente il reboot.
Nonostante queste perplessità, Molyneux ha ribadito che giocherà al nuovo Fable con entusiasmo, non per cercarne i difetti, ma per il piacere di tornare in un universo che ama profondamente. Le sue parole si inseriscono in un contesto di forte attesa attorno al progetto, già definito dai vertici Xbox come un GDR di grande ambizione.
Il reboot di Fable rappresenta una delle produzioni di punta di Microsoft e segna il passaggio della serie da Lionhead Studios a Playground Games, team noto per Forza Horizon. La sfida è delicata: mantenere l’ironia, la libertà morale e l’identità stilistica che hanno reso celebre la saga, aggiornandole al contempo agli standard tecnologici e narrativi contemporanei.
Intanto, Molyneux guarda anche al futuro dei propri progetti: il suo prossimo “god game”, Masters of Albion, sviluppato con 22cans, è previsto in uscita il 22 aprile su PC via Steam. Un dettaglio che dimostra come il creatore di Fable continui a essere attivo nell’industria, pur osservando con emozione il cammino della sua creatura più iconica.
Il reboot di Fable si presenta dunque come un punto di incontro tra passato e futuro: da un lato l’eredità emotiva di chi lo ha concepito, dall’altro la responsabilità di reinterpretarlo per il pubblico di oggi.
