Ubisoft Milano si prepara a tre giorni di sciopero consecutivi dopo la decisione aziendale di eliminare completamente lo smart working. Dal 10 al 12 febbraio, i lavoratori della sede di Assago incroceranno le braccia per contestare il ritorno obbligatorio al lavoro in presenza cinque giorni su cinque. Una scelta arrivata senza preavviso, definita “un fulmine a ciel sereno” dalla Fiom Cgil Milano, che ha acceso un forte malcontento interno. La protesta si inserisce in una fase già delicata per il gruppo Ubisoft, alle prese con una riorganizzazione internazionale e politiche di riduzione dei costi.
Come leggiamo su Repubblica, secondo quanto comunicato dai sindacati, la nuova direttiva aziendale riguarda tutte le sedi e coinvolge direttamente circa 110 lavoratori italiani, con un’età media intorno ai 30 anni. Molti di loro avevano organizzato la propria vita – dalla scelta dell’abitazione agli spostamenti quotidiani – contando sulla possibilità di lavorare da remoto. Il ritorno forzato in ufficio, in un’area come Milano caratterizzata da un costo della vita molto elevato, rischia di rendere insostenibile questa organizzazione, soprattutto per chi vive fuori città o in altre regioni.
La contestazione non riguarda solo gli aspetti logistici ed economici. La Fiom Cgil sottolinea anche un problema di principio: l’eliminazione dello smart working trasmetterebbe l’idea che autonomia, fiducia e creatività siano subordinate alla presenza fisica e al controllo diretto, svalutando il lavoro svolto negli ultimi anni. Un messaggio che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, potrebbe avere conseguenze pesanti sul clima interno e sulla capacità dello studio di attrarre e trattenere talenti.
Il timore principale è quello di un’ondata di dimissioni, che metterebbe a rischio il futuro dello studio di Assago, noto per aver sviluppato la serie Mario + Rabbids, uno dei progetti europei di maggior successo per Ubisoft. “Il lavoro da remoto rende la sede attrattiva – avvertono i sindacati – senza questa condizione si rischia di compromettere seriamente la prospettiva dello studio”.
La mobilitazione partirà la mattina del 10 febbraio con un presidio dalle 10 alle 14 davanti agli uffici di via Bosco Rinnovato, ad Assago. La vertenza, però, non si limita all’Italia: i lavoratori italiani stanno coordinando l’azione con le rappresentanze sindacali di Francia, Germania e di altre sedi europee, con l’obiettivo di esercitare una pressione più ampia sui vertici del gruppo e ottenere un ripensamento sulla cancellazione dello smart working.
Ricordiamo infine che Ubisoft potrebbe vendere le nuove divisioni in futuro.
