Dopo giorni di indiscrezioni, è arrivata la conferma ufficiale: Dispatch è stato censurato su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. A differenza delle versioni PC e PlayStation 5, dove la censura è gestibile tramite un’opzione attivabile o disattivabile, sulle piattaforme Nintendo l’esperienza è sempre filtrata. La notizia ha immediatamente acceso il dibattito, soprattutto alla luce delle politiche più permissive dichiarate da Nintendo negli anni passati. Gli sviluppatori hanno però chiarito i contorni della scelta, ridimensionando l’impatto sull’esperienza complessiva.
Nel dettaglio, Dispatch (qui trovate la nostra recensione) non subisce tagli o rimozioni di contenuti: tutte le scene previste sono presenti anche su Nintendo Switch e Switch 2. La differenza riguarda esclusivamente la resa visiva di alcune sequenze considerate sensibili, in particolare quelle con nudità, che vengono coperte da barre nere o altri elementi grafici. Si tratta quindi di una censura estetica, non strutturale, che non altera lo svolgimento della storia né le meccaniche di gioco.
AdHoc Studio ha spiegato di aver collaborato direttamente con Nintendo per garantire che il titolo rispettasse i criteri richiesti per la pubblicazione sulle sue piattaforme. Nel comunicato ufficiale, lo studio sottolinea che “l’esperienza narrativa e di gameplay resta identica alla versione originale”, confermando che la censura non incide sulle scelte del giocatore o sugli eventi raccontati.
Leggiamo quanto affermato dal team di sviluppo (grazie a Nintendo Everything):
“AdHoc Studio ha collaborato con Nintendo per garantire che i contenuti di Dispatch rispettassero i criteri necessari per la pubblicazione sulle loro piattaforme, ma sul fronte narrativo e del gameplay l’esperienza resta identica alla versione originale.”
La decisione appare coerente con quanto emerso nei giorni precedenti, quando alcuni utenti avevano notato artwork modificati sul Nintendo eShop, interpretati come un primo segnale di intervento sui contenuti. All’epoca si trattava di semplici sospetti, ma ora è chiaro che quelle modifiche anticipavano una linea più rigida applicata anche al gioco completo.
Resta comunque un certo contrasto con le dichiarazioni rilasciate da Nintendo in passato, quando l’azienda aveva affermato che la censura potesse limitare la diversità e l’onestà espressiva dei videogiochi, aprendo il proprio store a produzioni più mature. Il caso Dispatch suggerisce invece un recente irrigidimento delle linee guida sui contenuti sensibili, almeno su specifici titoli. Una scelta che continuerà probabilmente a far discutere, soprattutto nel confronto con le versioni non censurate disponibili su altre piattaforme.
