Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake è stato cancellato improvvisamente e, secondo quanto emerso, la decisione ha colto di sorpresa anche parte del cast. A raccontarlo è l’attrice Eman Ayaz, che ha spiegato di aver scoperto la fine del progetto non da Ubisoft, ma leggendo un articolo online. La vicenda offre uno sguardo concreto sull’impatto umano delle cancellazioni nel settore videoludico, soprattutto quando avvengono a pochi passi dal traguardo.
Pur non potendo citare esplicitamente il gioco a causa di un NDA ancora attivo, Ayaz ha pubblicato un video in cui racconta di aver dedicato tre anni della propria vita a un progetto che considerava ormai pronto. Nel suo racconto spiega di aver seguito il remake attraverso numerose fasi di sviluppo, instaurando un rapporto molto stretto con il team, diventato per lei una vera e propria seconda famiglia. La notizia della cancellazione è arrivata in modo del tutto inatteso: un messaggio del fratello con il link a un articolo che parlava dell’interruzione dei lavori da parte di Ubisoft.
Secondo le testimonianze, la cancellazione non sarebbe stata comunicata in anticipo né agli attori né, probabilmente, a parte degli sviluppatori. Questo rafforza l’idea che lo stop sia stato improvviso e deciso a livello dirigenziale. La situazione è coerente con la recente riorganizzazione interna di Ubisoft, che ha portato alla cancellazione o al rinvio di diversi progetti, ufficialmente per problemi di qualità e sostenibilità produttiva.
Un elemento particolarmente rilevante riguarda lo stato di avanzamento del remake. Ayaz ha rivelato di aver registrato materiale promozionale appena due mesi prima, quando tutto sembrava procedere senza intoppi. Questo dettaglio alimenta i rumor secondo cui Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake fosse vicino al completamento, con alcune fonti che parlano di un progetto pronto al 99%. L’attrice stessa ha confermato che l’uscita era attesa a breve, addirittura entro l’anno.
La cancellazione ha avuto conseguenze concrete anche sul piano professionale. Ayaz ha spiegato di aver pianificato scelte di carriera importanti in funzione dell’uscita del gioco, inclusa la possibilità di ottenere un visto O-1 per lavorare negli Stati Uniti, sfruttando la visibilità legata al progetto. Con il remake cancellato e l’impossibilità di associare pubblicamente il proprio nome al lavoro svolto, queste opportunità sono venute meno.
Ecco quanto affermato da Ayaz:
“Il gioco l’ho visto crescere attraverso innumerevoli fasi di sviluppo e ho aspettato e aspettato il giorno in cui sarebbe finalmente uscito, così da poterne finalmente parlare. Posso dirvi che due mesi fa ho girato del materiale relativo al marketing per questo progetto. Andava tutto liscio, e quello è stato l’ultimo aggiornamento che ho avuto. Aggiungo che non posso sottolineare abbastanza quanto avessi pianificato la mia vita attorno all’uscita di questo progetto. Avevo persino contattato avvocati dello spettacolo per ottenere un visto O-1 e provare a lavorare negli Stati Uniti una volta uscito il gioco, grazie alla visibilità che ne sarebbe derivata. Tuttavia, dal momento che il progetto è stato cancellato e non posso legare pubblicamente il mio nome a esso, questa possibilità non esiste più”.
Il caso di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake evidenzia un aspetto spesso poco visibile dell’industria videoludica: dietro le decisioni strategiche e finanziarie ci sono professionisti che investono anni di lavoro su progetti che possono essere accantonati anche a ridosso del lancio. Ubisoft ha confermato che il brand Prince of Persia non è stato abbandonato, ma resta l’incertezza su quale sarà il suo futuro e su come verranno gestite comunicazioni simili in avanti.
