L’accoglienza di Return to Silent Hill è stata tutt’altro che positiva, con il nuovo adattamento cinematografico della celebre serie horror di Konami ha subito una vera e propria stroncatura, con critica e pubblico che si sono mostrati ampiamente insoddisfatti del risultato finale. Eppure, nonostante il fallimento di consenso, il futuro della saga al cinema potrebbe non essere chiuso, visto che il regista Christophe Gans ha dichiarato di voler realizzare un terzo film.
Al momento, Return to Silent Hill registra numeri molto bassi: 31 su Metacritic, appena il 15% di gradimento su Rotten Tomatoes e uno user score fermo al 30%. Dati che fotografano un’accoglienza estremamente negativa e che confermano la difficoltà di adattare fedelmente un capitolo amatissimo come Silent Hill 2, da cui il film è tratto.
Nonostante questo scenario, Christophe Gans non sembra scoraggiato. In un’intervista concessa a Variety, il regista ha ricordato come anche il primo Silent Hill del 2006 fosse stato inizialmente detestato dalla critica, salvo poi essere rivalutato nel corso degli anni. Secondo Gans, oggi esiste una “generazione 2.0” di appassionati che ha riscoperto quel film e lo considera un’opera di culto, dimostrando come il tempo possa cambiare radicalmente la percezione di un’opera.
Variety segnala che Gans ha spiegato che Return to Silent Hill è stato uno dei progetti più complessi della sua carriera. Con un budget di circa 23 milioni di dollari, 50 giorni di riprese e ben 67 set, il film ha richiesto un lavoro di preparazione enorme, durato oltre un anno tra storyboard, concept art e design visivo. Una delle difficoltà principali, secondo il regista, è stata trovare un equilibrio tra il rispetto del materiale originale e la necessità di rendere il film comprensibile anche a chi non conosce il videogioco.
Il rapporto con il fandom, notoriamente molto esigente, è stato un altro elemento delicato. Gans ha ricordato come già ai tempi del primo film avesse ricevuto minacce per il timore di “rovinare” un classico, motivo per cui ha affrontato anche questo secondo adattamento con un forte senso di responsabilità, cercando di curare ogni dettaglio.
Gans ha affermato quanto segue:
“Ho fatto un press junket internazionale e tutti i giornalisti iniziavano l’intervista dicendo: Ho visto il film quando avevo 13 o 14 anni, e l’ho adorato. Credo sia fantastico, perché all’improvviso mi ritrovo davanti alla generazione 2.0 degli amanti di Silent Hill. È una sensazione bellissima, perché sappiamo che ci sono grandi film che spariscono dalla memoria in sei mesi. La prova del tempo è il test definitivo, quando ti ritrovi davanti persone che parlano del tuo lavoro con grande entusiasmo. Aggiungo inoltre che se ne avrò l’opportunità, torneremo ancora una volta su Silent Hill. Non considero Silent Hill solo un grande videogioco: lo vedo come un’opera d’arte moderna, audace e sperimentale. Adatterò un altro capitolo, perché ce ne sono alcuni estremamente validi, molto diversi sia dal primo film sia da Return to Silent Hill. Mi piace questo mondo, e vedo che molte persone pensano che stia facendo un buon lavoro.”
Guardando al futuro, il regista si dice pronto a tornare ancora una volta a Silent Hill, qualora ne avesse l’opportunità. A suo avviso, la serie non è solo un grande franchise videoludico, ma un’opera d’arte moderna, audace e sperimentale, con capitoli ancora estremamente validi e molto diversi tra loro. E, nonostante le critiche, Gans è convinto che una parte del pubblico apprezzi il suo approccio e che la storia di Silent Hill sul grande schermo non sia ancora finita.
