Negli ultimi giorni si è acceso il dibattito sulle prestazioni commerciali di Alan Wake 2 e sul ruolo di Epic Games nella sua distribuzione. Secondo alcune critiche, il gioco avrebbe venduto meno del previsto a causa dell’esclusiva su Epic Games Store, che ne ha impedito l’uscita su Steam. Il tema finlandese è quindi tornato alla ribalta dopo una serie di dichiarazioni pubbliche che hanno messo in discussione l’efficacia di questo modello, chiarendo la propria posizione.
A sollevare il caso è stato Michael Douse, publishing director di Larian Studios, commentando un messaggio di Tim Sweeney sulla concorrenza tra Epic e Steam. Douse ha riconosciuto che Epic ha finanziato interamente Alan Wake 2, ma ha criticato la narrativa secondo cui questo tipo di accordi sarebbe sempre vantaggioso per gli sviluppatori. Secondo la sua analisi, l’assenza di Steam avrebbe limitato pesantemente il potenziale commerciale del titolo, causando – almeno in teoria – centinaia di milioni di dollari di ricavi mancati e contribuendo a una fase di difficoltà finanziaria per Remedy.
Tim Sweeney ha scritto quanto segue un paio di giorni fa:
“Epic e Steam competono per ogni singolo cliente e per ogni singola vendita: in alcune transazioni vince Epic, in molte altre vince Steam. Tuttavia c’è una cosa che rimane costante: i giocatori e gli sviluppatori vincono grazie a più opzioni e offerte migliori.”
Douse ha quindi risposto in questo modo:
“Onestamente capisco perfettamente che Epic abbia finanziato interamente Alan Wake 2, ma questo discorso altruistico a favore degli sviluppatori non suona convincente quando Remedy sembra essere finita in una crisi finanziaria perché non ha potuto sfruttare Steam per le vendite di AW2, subendo potenzialmente centinaia di milioni di dollari di mancati ricavi. Non che abbiano bisogno dei soldi, ma una percentuale trattenuta da Epic avrebbe potuto recuperare i costi di sviluppo e anche di più. La concorrenza è una cosa positiva ed è importante, ma è difficile credere a questo messaggio quando esistono casi dimostrabili di giochi che hanno avuto performance inferiori proprio a causa strategie simili.”
Il ragionamento di Douse si basa sull’idea che, pur trattenendo una percentuale sulle vendite, Steam avrebbe potuto garantire una base utenti più ampia e una maggiore visibilità. In questo scenario, anche con una quota più alta trattenuta dalla piattaforma, Remedy avrebbe potuto recuperare più rapidamente i costi di sviluppo. La critica non mette in discussione il valore della concorrenza, ma evidenzia come alcune strategie di esclusività possano tradursi in performance commerciali inferiori per determinati titoli.
La risposta di Remedy Entertainment non si è fatta attendere ed è stata netta. Lo studio finlandese ha ribadito che Alan Wake 2 non sarebbe mai stato realizzato senza il supporto di Epic Publishing. Secondo Remedy, l’accordo di pubblicazione è stato equo e favorevole, soprattutto considerando che trattative di questo tipo possono durare anche un anno e non sempre portare benefici reali agli sviluppatori. In questo caso, invece, l’intesa sarebbe stata raggiunta in pochi mesi.
Leggiamo la risposta di Remedy:
“Alan Wake 2 non sarebbe mai esistito senza Epic Publishing. Difatti l’accordo di pubblicazione con Epic è stato molto equo per Remedy. Sebbene accordi complessi come questo possano spesso richiedere anche un anno per essere conclusi, e non sempre risultino favorevoli allo sviluppatore, questo lo è stato. Inoltre è bastato solo qualche mese per arrivare alla firma. Epic Games è stata, e continua a essere, un partner eccellente per noi. Steam o non Steam.”
La posizione dello studio chiarisce che la scelta dell’esclusiva non è stata vissuta come un limite, ma come una condizione fondamentale per rendere possibile il progetto. Il confronto mette in luce due visioni opposte dell’industria: da un lato il potenziale commerciale delle piattaforme dominanti, dall’altro il ruolo cruciale dei finanziamenti e delle partnership nel rendere sostenibili produzioni ambiziose come Alan Wake 2.
Hi. There would be no Alan Wake 2 without Epic Publishing. The publishing deal with Epic was very fair to Remedy. While these complex deals can often take even a year to reach their conclusion, and may not always be fair to the developer, this one was. And it only took months to… https://t.co/UOPtuUdeYZ
— Remedy Entertainment 🔻Wishlist CONTROL Resonant! (@remedygames) January 22, 2026
