La crisi delle RAM sta influenzando in modo asimmetrico il mercato azionario giapponese, penalizzando Nintendo e risparmiando invece Sony. Secondo un’analisi pubblicata da Yahoo Japan, non si tratta di una contraddizione ma della conseguenza diretta di differenze strutturali tra le due aziende, visto che in un contesto di scarsità di componenti e aumento dei costi, il modo in cui ciascun colosso affronta la situazione fa la differenza agli occhi degli investitori. Il risultato è evidente: le azioni Nintendo hanno subito un forte calo negli ultimi mesi, mentre quelle Sony si sono dimostrate più resilienti.
Il primo fattore chiave riguarda la gestione della catena di approvvigionamento. Nintendo non è stata in grado di comunicare al mercato di aver garantito una fornitura sufficiente di memorie RAM per affrontare la crisi, elemento che ha aumentato l’incertezza sulle future capacità produttive. Sony, al contrario, ha dichiarato di disporre di scorte e componenti adeguati, trasmettendo un segnale di maggiore controllo sulla situazione e riducendo il rischio percepito dagli investitori.
Il secondo elemento è legato alla struttura del business. Sony opera su più fronti: oltre a PlayStation, genera ricavi rilevanti dai settori musicale e cinematografico. Questa diversificazione attenua l’impatto di eventuali problemi su una singola linea di prodotti. Nintendo, invece, è fortemente concentrata sui videogiochi e sull’hardware: le vendite di Switch e della futura Switch 2 rappresentano una parte significativa del fatturato complessivo. In questo scenario, l’aumento dei costi delle memorie rischia di incidere direttamente sui margini di profitto, riducendo le entrate o rendendo necessario un aumento dei prezzi dell’hardware, ipotesi che il mercato guarda con preoccupazione.
C’è poi la questione dei servizi, sempre più centrale nell’industria videoludica. Circa il 20% dei ricavi dell’ecosistema PlayStation proviene da PlayStation Plus, un flusso di entrate ricorrente che contribuisce alla stabilità finanziaria di Sony. Nintendo Switch Online, pur in crescita, incide ancora in misura molto più limitata sui ricavi complessivi di Nintendo. Questa dipendenza minore dai servizi rende l’azienda più esposta alle oscillazioni delle vendite di hardware e software, soprattutto in un periodo segnato da problemi di approvvigionamento e aumento dei costi.
In sintesi, la crisi delle RAM non colpisce solo la produzione, ma mette in evidenza differenze profonde nei modelli di business. Sony può contare su forniture dichiarate come sicure, su ricavi diversificati e su servizi ad alto peso economico; Nintendo resta invece più vulnerabile perché legata in modo diretto alle vendite delle sue console. È questa combinazione di fattori, più che la crisi in sé, a spiegare perché il mercato abbia reagito in modo così diverso nei confronti delle due aziende.
Ricordiamo infine che la crisi delle RAM potrebbe far slittare il lancio di PS6 ed Xbox Next-Gen.
A Yahoo Japan article weighed in on why global memory issues seem to be causing a large drop in Nintendo's stock price and not Sony's!
Expert comment and opinion:
1. Nintendo was unable to say it has secured memory supply, unlike Sony which stated it has secured a certain level… pic.twitter.com/DTMTdxdIKV— Genki✨ (@Genki_JPN) January 15, 2026
