Stranger Things si è conclusa dopo quasi dieci anni con un episodio finale molto discusso, pubblicato su Netflix il giorno di Capodanno. La quinta stagione chiude gran parte delle linee narrative costruite nel tempo, puntando tutto su uno scontro finale di grande scala, ma a sorprendere i fan è stata però la rivelazione dei creatori: l’ispirazione diretta per l’atto conclusivo arriva dal mondo dei videogiochi. In particolare, da Baldur’s Gate 3, titolo di Larian profondamente legato all’universo di Dungeons & Dragons. Una scelta coerente con l’identità della serie, ma mai dichiarata in modo così esplicito prima d’ora.
Ovviamente precisiamo che le informazioni che seguono in questo articolo fanno riferimento al finale della serie, ragion per cui sono presenti importanti spoiler sull’episodio finale della serie TV Netflix.
Fatta questa precisazione, i fratelli Duffer hanno spiegato in un’intervista che, durante la scrittura dell’episodio conclusivo, l’idea centrale era rendere indispensabile la collaborazione dell’intero gruppo di Hawkins. La battaglia contro Vecna e il Mind Flayer non poteva essere risolta da un singolo personaggio, ma solo da una squadra che agisce all’unisono, esattamente come avviene in una campagna di D&D o in un gioco di ruolo come Baldur’s Gate 3.
Secondo Matt Duffer, ogni protagonista arriva allo scontro finale dopo aver completato il proprio percorso personale, che passa dall’accettazione di sé alla risoluzione dei conflitti interiori. Questo passaggio è fondamentale perché rende i personaggi “pronti” non solo sul piano narrativo, ma anche simbolico: ciascuno possiede abilità specifiche e un ruolo preciso all’interno del gruppo. È la combinazione di queste competenze a rendere possibile la vittoria contro un nemico altrimenti inarrestabile.
Matt Duffer ha affermato quanto segue:
“Ammetto che stavamo pensando a D&D e, in quel periodo, stavo giocando a Baldur’s Gate 3. Sentivamo che fosse fondamentale che l’unico modo per sconfiggerlo fosse far lavorare insieme l’intero gruppo. Ognuno aveva ormai completato il proprio percorso, attraverso l’accettazione di sé o la risoluzione dei propri problemi, e arrivava allo scontro finale completamente pronto. Credo che siano la squadra definitiva, ed è il gruppo che lavora all’unisono per sconfiggere questa entità. Ognuno ha le proprie abilità individuali, giusto? Ed è qui che torno a Dungeons & Dragons e a qualcosa come Baldur’s Gate. Perché è così che si abbattono questi mostri che sembrano altrimenti inarrestabili. Ci sono molti riferimenti ai videogiochi nella battaglia finale.”
Il riferimento a Baldur’s Gate 3 non è casuale. Il videogioco rappresenta una delle espressioni più moderne e complete dell’eredità di Dungeons & Dragons, basata su scelte, cooperazione e sinergia tra personaggi. Stranger Things condivide lo stesso immaginario, pur reinterpretandolo in chiave narrativa e televisiva. Se il gioco resta più fedele alle regole e all’ambientazione classica di D&D, la serie utilizza quegli elementi come linguaggio simbolico per raccontare crescita, amicizia e sacrificio.
Nel finale della quinta stagione, questa ispirazione diventa evidente nella struttura dello scontro, nel modo in cui i personaggi si muovono e contribuiscono, e nei numerosi riferimenti al mondo dei videogiochi disseminati nella battaglia conclusiva. È un modo per chiudere il cerchio: Stranger Things era iniziata come una storia di ragazzi attorno a un tavolo da gioco, e si conclude come una grande “campagna finale”, in cui il gruppo, finalmente completo e consapevole, affronta l’ultima sfida insieme.
Ricordiamo infine che Netflix ha annunciato di recente il documentario dell’ultima stagione.
