Microsoft potrebbe avviare a gennaio 2026 una nuova, pesante ristrutturazione del personale, secondo indiscrezioni provenienti da fonti interne e analisti finanziari e se confermate, le cifre ipotizzate renderebbero questa tornata di licenziamenti la più ampia mai effettuata dal colosso di Redmond. L’operazione si inserirebbe in una strategia ormai ricorrente, con tagli annunciati o avviati per il quarto anno consecutivo nello stesso periodo. Al centro dell’attenzione c’è anche la divisione gaming, con Xbox che rischia di essere nuovamente coinvolta.
Secondo le informazioni riportate da Wccftech, i licenziamenti dovrebbero concentrarsi nella terza settimana di gennaio e interessare diversi settori dell’azienda. Oltre a Xbox, sarebbero coinvolti i team di Azure, il cloud di Microsoft, e le divisioni dedicate alle vendite globali. Le stime parlano di una riduzione compresa tra 11.000 e 22.000 dipendenti su un totale di circa 220.000, una percentuale significativa che oscillerebbe tra il 5 e il 10% della forza lavoro complessiva. Al momento, tuttavia, Microsoft non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito.
Il contesto aiuta a comprendere meglio la situazione. Negli ultimi anni Microsoft ha già effettuato numerosi tagli: nel 2023 aveva ridotto il personale di circa il 5%, avviando a gennaio una prima ondata da 10.000 licenziamenti che colpì anche studi storici come Bethesda, The Coalition e 343 Industries. Nel gennaio 2024 furono eliminati altri 1.900 posti, con il settore gaming particolarmente penalizzato subito dopo l’acquisizione di Activision Blizzard. Nei mesi successivi, diverse realtà interne furono chiuse o ridimensionate, tra cui Arkane Austin, Tango Gameworks e altri studi legati a Xbox e Bethesda.
Il 2025 è stato definito da molti analisti come l’anno più duro: i tagli si sono susseguiti a gennaio, maggio e luglio, portando alla chiusura di team come The Initiative e alla cancellazione di progetti importanti, oltre a ridimensionamenti significativi in studi come ZeniMax Online e Rare. In parallelo, sono emerse segnalazioni interne secondo cui Microsoft starebbe cercando di sostituire parte del lavoro umano con sistemi basati su intelligenza artificiale.
Proprio l’IA rappresenta il nodo centrale della nuova ristrutturazione. Microsoft sta investendo cifre enormi in infrastrutture tecnologiche: solo nel primo trimestre dell’anno fiscale 2026 la spesa in conto capitale avrebbe raggiunto circa 34,9 miliardi di dollari, con una previsione di oltre 80 miliardi sull’intero anno. Gran parte di questi fondi è destinata alla costruzione di nuovi data center, allo sviluppo di chip e a strumenti avanzati di intelligenza artificiale. Secondo gli analisti, per sostenere questi investimenti l’azienda starebbe spostando risorse dal personale verso asset tecnologici di lungo periodo.
Questo approccio avrebbe conseguenze dirette anche sul mercato consumer, compreso quello videoludico, dove l’aumento della domanda di infrastrutture ha già contribuito a un rialzo dei prezzi. I tagli, stando alle indiscrezioni, colpirebbero soprattutto manager di medio livello e team legati a prodotti considerati meno redditizi, confermando una profonda trasformazione della struttura interna di Microsoft. In attesa di conferme ufficiali, il quadro che emerge è quello di un’azienda sempre più orientata sull’IA, anche a costo di ridimensionare settori storici come Xbox.
Ricordiamo che appena poche ore fa, Microsoft ha annunciato la prima ondata di giochi di Gennaio 2026 di Xbox Game Pass.
