Il cyberspazio, non ci si stancherà mai di ripeterlo, non è un parco giochi. È più simile a una sorta di campo di battaglia dove occorre muoversi con molta cautela. Mai abbassare la guardia. I truffatori della rete infatti non sono soltanto in possesso di conoscenze “tecniche”. Maneggiano altrettanto bene gli strumenti dell’ingegneria sociale: sono abili manipolatori delle menti.
Lo mostra, una volta di più, l’ultima trappola che negli ultimi tempi sta circolando via mail. Si tratta di una campagna di phishing che utilizza in maniera fraudolenta nomi e simboli dell’Arma dei Carabinieri per intimorire i cittadini, I cybertruffatori fanno leva sul senso di urgenza indotto dalla paura di finire nei guai con la giustizia e sulla credibilità istituzionale dell’Arma. Il tutto per impedire alle potenziali vittime di riflettere e spingerle ad agire secondo i loro “desiderata”.
Come funziona la truffa della falsa convocazione giudiziaria
I messaggi recapitati via mail sono redatti con un linguaggio molto formale. In genere le comunicazioni fanno riferimento a qualche fantomatica “indagine internazionale”, tirano in ballo presunte convocazioni giudiziarie e ancor più presunti reati (sempre gravissimi). Il destinatario viene invitato a fornire i propri dati personali o a mettersi urgentemente in contatto con i mittenti. Ma si tratta di una pura e semplice truffa.
Le segnalazioni della truffa della falsa convocazione giudiziaria si sono moltiplicate negli ultimi tempi. A tal proposito i Carabinieri ribadiscono che l’Arma non invierà mai comunicazioni di questo genere tramite posta elettronica. Meno che meno chiederà di essere contattata attraverso canali informali. Deve essere cestinata qualunque e-mail contenente accuse, minacce più o meno velate di arresto, richieste di documenti o riferimenti a procedimenti penali.

Come detto, i truffatori si servono della cosiddetta tecnica del phishing. Parliamo di una truffa informatica con la quale i malviventi cercano di indurre le loro vittime a fornire dati sensibili (come password o numeri di carta). Il phishing viaggia tramite email, SMS o falsi siti internet che imitano fonti affidabili. C’è poi il risvolto psicologico: i criminali istillano un senso di urgenza, paura o fanno false promesse per convincere i loro bersagli a fornire informazioni riservate.
Esattamente come accade con la truffa della falsa convocazione giudiziaria. I truffatori mirano a impaurire gli utenti citando presunte operazioni di Europol, protocolli inesistenti, false firme di alti ufficiali. Il tutto per alimentare una sensazione di urgenza e spingere ad agire in maniera impulsiva. La tecnica è ben collaudata: più il contenuto risulta scioccante, meno tempo per il ragionamento si lascia all’interlocutore.
La raccomandazione è semplice: in caso di dubbio meglio rivolgersi al 112 o contattare le forze dell’ordine usando i canali ufficiali. Mai rispondere a mail come queste, fare click sui link contenuti al loro interno o ancora aprire allegati. E soprattutto mai fornire dati personali e sensibili.
