Negli ultimi mesi il mercato delle RAM sta attraversando una delle crisi peggiori della sua storia recente, con rincari considerati fino a poco tempo fa impensabili, situazione questa che potrebbe rendere il prezzo di PS6 molto più alto del previsto. Ebbene sì, l’esplosione dell’intelligenza artificiale ha creato una domanda senza precedenti, spingendo i produttori a destinare gran parte della loro capacità ai data center dedicati all’IA. Questo squilibrio sta lasciando il mercato consumer a corto di memorie, determinando un’impennata dei prezzi che oggi sfiora livelli “folli”: kit da 64 GB arrivano ormai vicino ai 600 dollari, una cifra che fino a un anno fa sarebbe sembrata surreale.
A complicare ulteriormente il quadro è arrivata la decisione di Crucial/Micron di uscire dal mercato consumer entro febbraio 2026, scelta motivata dalla necessità di sostenere i clienti strategici nel settore dell’IA, che assorbirà quasi il 40% della produzione globale.
Per capire l’impatto di questo scenario sulle console future è utile procedere per gradi.
- Primo: la produzione di RAM non solo non aumenta, ma si restringe, perché i produttori considerano più vantaggioso servire data center e aziende legate all’IA. Di conseguenza, la quantità di memorie disponibili per PC e console diminuisce.
- Secondo: la riduzione dell’offerta, unita a una domanda che continua a crescere, spinge inevitabilmente i prezzi verso l’alto. Le aziende che realizzano hardware consumer, come Sony, possono beneficiare dell’acquisto in grandi volumi e di economie di scala, ma nemmeno questo è sufficiente a compensare il trend esplosivo dei costi.
- Terzo: la scelta di Micron/Crucial di ritirarsi dal mercato consumer elimina uno dei pochi marchi che offriva RAM di qualità a prezzi accessibili. Con meno concorrenza e meno prodotti disponibili, anche i prezzi all’ingrosso rischiano di salire ulteriormente.
Arriviamo così al nodo per le console next-gen. Come segala PushSquare, PS6, la futura Xbox e persino i nuovi dispositivi Valve avranno bisogno di RAM dello stesso tipo oggi soggetta ai rincari più pesanti. Se la situazione non migliorerà nel medio periodo, i produttori si ritroveranno davanti a un bivio: mantenere un prezzo accessibile riducendo la dotazione di memoria – con conseguenze sulle prestazioni e sulla longevità della console – oppure mantenere specifiche elevate, ma con un prezzo finale inevitabilmente superiore a quanto inizialmente previsto. Anche il CEO di Epic ha manifestato forte preoccupazione, segnalando che l’intero settore delle console potrebbe subire un’ondata di rincari.
Sony, per ora, ha accumulato scorte sufficienti a garantire stabilità ai prezzi di PS5, ma le dinamiche globali indicano che la crisi raggiungerà tutti prima o poi. Negli ultimi 18 mesi l’incremento è stato graduale, ma nelle ultime otto settimane il balzo è stato quasi “inimmaginabile”. Pertanto, salvo inversioni improvvise del mercato o nuovi investimenti nella produzione, la prospettiva più realistica è che PlayStation 6 possa costare molto più del previsto, non per scelte commerciali arbitrarie, ma per una crisi strutturale che sta cambiando in profondità l’intero settore hardware.
