Ubisoft ha svelato Teammates, un esperimento di intelligenza artificiale pensato per “cambiare” il gaming, trasformando il giocatore in un vero leader di squadra grazie a comandi vocali naturali e a compagni di missione capaci di rispondere in tempo reale. Dopo il progetto Neo NPC presentato alla GDC 2024, la casa francese punta ora a mostrare come un’IA generativa possa rendere l’esperienza più profonda, dinamica e personalizzata. Non si tratta di una semplice tech demo, ma di un livello giocabile: un FPS ambientato in un futuro distopico in cui si interpretano membri della resistenza alla ricerca di compagni scomparsi.
Il cuore del progetto è Jaspar, un assistente vocale in grado di molto più delle funzioni base: può evidenziare nemici e oggetti, fornire dettagli narrativi, cambiare impostazioni e persino mettere in pausa il gioco. Ma, soprattutto, reagisce in base al contesto, interpretando ciò che accade e adattandosi al modo di giocare. Le stesse tecnologie alimentano Sofia e Pablo, i due NPC che accompagnano il giocatore e rispondono a istruzioni come “copriti”, “attacca quel bersaglio” o “muoviti da quella parte”. Nella prima sequenza, priva di armi, il giocatore deve proprio guidare loro due per superare una pattuglia nemica, dimostrando come la voce diventi un elemento di gameplay determinante.
Secondo il director Xavier Manzanares, i primi test hanno mostrato quanto i giocatori si legassero subito ai personaggi controllati dall’IA, percependoli come veri alleati. Il team vuole capire fin dove possa spingersi un’interazione naturale basata sulla parola, testando scenari e situazioni che non sarebbero possibili con sistemi tradizionali. La narrativa stessa, spiega Virginie Mosser, cambia in base alle conversazioni: parlare con Sofia può influenzare tono, tempi e percezione degli eventi, permettendo a ogni giocatore di vivere la storia “a modo suo”.
Tuttavia, Ubisoft chiarisce che lo scopo non è sostituire scrittori e designer: la storia, i caratteri e le regole dell’universo restano completamente umani. Gli NPC possono improvvisare, ma solo entro confini narrativi stabiliti dal team, garantendo coerenza e qualità. L’IA, insomma, è uno strumento aggiuntivo per ampliare possibilità e reattività, non un rimpiazzo degli sviluppatori.
Il progetto è già stato provato da centinaia di utenti in un playtest chiuso, e i feedback raccolti stanno guidando la fase successiva della ricerca. Ubisoft parla di un percorso lungo, che prevede nuovi esperimenti, strumenti per sviluppatori e video esplicativi per mostrare la tecnologia in azione. Teammates vuole essere un primo passo verso giochi in cui la relazione tra giocatore e personaggi non è più limitata a scelte predefinite, ma vive e si plasma in tempo reale, grazie all’incontro tra creatività umana e nuove forme di IA.
Ricordiamo in conclusione dell’articolo che Ubisoft ha confermato in queste ore di non essere stata acquisita, rivelando inoltre che Assassin’s Creed Shadows e la serie hanno superato le aspettative nell’ultimo trimestre.
Today we’re unveiling Teammates, an AI-driven research project exploring how new tech can deepen the player experience.
More than just talk, this brand-new experiment adds depth to gameplay by going beyond AI chatbots and turning NPCs into real teammates. Find out more:… pic.twitter.com/SyISwjJ5af
— Ubisoft (@Ubisoft) November 21, 2025
