Sony ha riconosciuto apertamente che PlayStation 5 è in crisi in Giappone, un mercato che storicamente era uno dei pilastri del marchio. Dopo anni in cui la perdita di quote sembrava quasi tollerata internamente, la situazione è diventata troppo rischiosa per essere ignorata. A guidare il cambio di rotta è Hideaki Nishino, presidente di SIE, che ha sottolineato il pericolo di un PlayStation sempre più marginale nel suo Paese d’origine. La sua visione ha imposto un’accelerazione strategica che sta già producendo effetti tangibili.
Il passo più clamoroso è stata l’introduzione di una PS5 dal prezzo tagliato, presentata durante uno State of Play dedicato ai giochi orientali. La console, nella nuova versione “solo Giappone”, passa dal superare i 70.000 yen a circa 55.000 yen, con una riduzione di circa 18.000 yen.
Un taglio drastico in un periodo in cui il Paese sta vivendo una vera e propria ondata di aumenti di prezzo in molti settori. L’iniziativa è stata pianificata in appena quattro mesi: un tempismo quasi d’emergenza per rispondere al lancio competitivo di Nintendo Switch 2, più economica e già molto attraente per il pubblico locale.
Nonostante la mossa sia rischiosa — Sony dovrebbe vendere la console in perdita sul territorio nipponico — la dirigenza ritiene indispensabile fermare il declino del brand. Le vendite globali di PS5 continuano a crescere, ma il Giappone rappresenta un’anomalia che richiede interventi immediati. Nishino ha affermato di aver convinto il team che ignorare ancora la situazione porterebbe a conseguenze molto più gravi nel medio periodo.
Questo cambio di mentalità ha inaugurato una serie di iniziative per riconquistare la fiducia del pubblico giapponese, sia puntando su un’offerta economicamente più accessibile, sia rafforzando la presenza di contenuti dedicati al mercato locale. Sony sembra finalmente consapevole della posta in gioco e pronta a rimediare agli errori commessi in passato. Resta da vedere se questo nuovo corso basterà a riportare PlayStation al centro della scena in patria.
