Nintendo ha ottenuto una nuova vittoria legale contro la pirateria. La compagnia giapponese ha infatti vinto una causa contro Jesse Keighin, noto online come Every Game Guru, un giocatore che trasmetteva in diretta copie piratate di giochi per Nintendo Switch. Il caso è stato discusso presso un tribunale federale del Colorado, che ha condannato Keighin a pagare 17.500 dollari di risarcimento per le sue violazioni del copyright.
Come riportato da VGC, Keighin era diventato noto per le sue dirette in cui mostrava titoli Nintendo leakati, ovvero diffusi online prima della loro pubblicazione ufficiale. Secondo la denuncia, tra il 2022 e il 2024, avrebbe trasmesso almeno dieci giochi piratati, per un totale di oltre cinquanta sessioni di streaming. Tra i titoli coinvolti figura anche Mario & Luigi: Fraternauti alla Carica (conosciuto all’estero come Brothership), l’ultimo tra quelli citati in giudizio.
Il comportamento dello streamer non si è limitato alla violazione della legge. Nintendo ha documentato diversi episodi in cui Keighin provocava apertamente la compagnia, scrivendo di avere “mille canali” da cui trasmettere e che avrebbe potuto “farlo tutto il giorno”. In un post su Facebook, ha persino dichiarato: “Voi magari gestite una multinazionale, ma io comando nelle strade”.
Dopo mesi di elusioni e mancata collaborazione con la corte, Keighin non ha risposto entro i termini legali, portando il tribunale a emettere una sentenza di default, equivalente a un’ammissione automatica di colpevolezza. Nintendo, pur potendo chiedere oltre 100.000 dollari di danni (10.000 per ciascuno dei dieci giochi violati), ha preferito limitarsi a 10.000 dollari per l’ultima violazione e 7.500 dollari per le infrazioni legate alle misure anti-pirateria, dimostrando un approccio più moderato ma comunque fermo.
Il giudice ha inoltre respinto due richieste avanzate da Nintendo: la distruzione dei presunti “dispositivi di elusione” utilizzati da Keighin e l’estensione dell’ingiunzione a terze parti non identificate. La corte ha ritenuto tali domande “poco chiare” e “irragionevoli”, sottolineando che i software di emulazione usati dallo streamer erano strumenti liberamente disponibili online.
Il caso Every Game Guru rappresenta un ulteriore segnale della linea dura di Nintendo contro la pirateria digitale. L’azienda, da anni impegnata in azioni legali contro chi distribuisce o utilizza copie illegali dei propri giochi, ribadisce così la propria determinazione a proteggere le proprie opere, anche di fronte a chi — come in questo caso — ha cercato di sfidarla pubblicamente.
Ricordiamo in conclusione dell’articolo che nei giorni scorsi è stata respinta la richiesta di registrazione del brevetto anti-Palworld da parte di Nintendo in Giappone.
