Electronic Arts, colosso dei videogiochi fondato nel 1982 e in borsa dal 1990, potrebbe presto dire addio al mercato azionario per diventare una società privata. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, un gruppo di investitori guidato dalla società di private equity Silver Lake e dal fondo sovrano saudita Public Investment Fund sarebbe pronto a chiudere un accordo dal valore record di 50 miliardi di dollari.
Questa cifra rivelata dal report, che supera l’attuale capitalizzazione di mercato di EA (circa 43 miliardi), renderebbe l’operazione il più grande leveraged buyout mai realizzato, battendo acquisizioni storiche come quella di RJR Nabisco o TXU Energy. L’annuncio ufficiale potrebbe arrivare già entro la prossima settimana, anche se Electronic Arts al momento non ha commentato la notizia.
La prospettiva di un ritorno allo status privato ha avuto effetti immediati in Borsa: le azioni EA sono salite del 15% subito dopo la diffusione del report, mentre anche i titoli di altri concorrenti, come Take-Two Interactive, hanno registrato rialzi significativi.
L’ingresso del Public Investment Fund saudita non sorprende, visto che negli ultimi anni il fondo ha rafforzato la sua presenza nel settore videoludico, con investimenti in aziende come Nintendo, Ubisoft e Activision Blizzard. Tuttavia, la mossa resta controversa per il legame del fondo con il governo saudita e le sue implicazioni politiche.
Per EA, nota per serie di successo come The Sims, Battlefield e soprattutto i videogiochi sportivi come FIFA, si tratterebbe di un cambio epocale: dopo oltre trent’anni di presenza in borsa, l’azienda tornerebbe privata, aprendo un nuovo capitolo della sua storia.
