Erano gli anni ’90 quando Blockbuster spopolava in Italia. Il boom e poi il tracollo, con il fallimento arrivato nel 2013. Ora cosa ne rimane?
Nella città di Dallas in Texas è stata fondata nel 1985 Blockbuster, un’azienda che concentrava il business sul noleggio di film e videogiochi. Nei dieci anni seguenti furono aperti negozi in tutti gli Stati Uniti e, complice l’acquisizione di una catena britannica, Blockbuster arrivò anche in Europa. Regno Unito, Spagna, Portogallo, Svizzera e Italia.
Quando arrivò in Italia Blockbuster insegnò agli italiani un nuovo modo di vivere l’intrattenimento domestico. Fece conoscere la possibilità di noleggiare i film preferiti catturando l’attenzione di intere generazioni di appassionati di cinema e non solo. Adolescenti e adulti avevano un appuntamento fisso con la grande catena di videonoleggio americana. Poteva essere una volta a settimana oppure un paio di volte al mese. Ci si recava da Blockbuster con la speranza che il film da guardare fosse disponibile.
C’era anche chi passava ore a spulciare tra i titoli aspettando l’illuminazione se cosa vedere. D’altronde non c’era altro modo di vedere film diversi da quelli trasmessi in tv in casa propria. C’erano, però, i videoregistratori che permettevano di registrare un programma, una serie o un film – quante volte il nastro finiva prima e si rimaneva senza conoscere la fine! – o di inserire un VHS noleggiato.
Blockbuster, un unico punto vendita ancora aperto: ecco dove si trova
Il successo di Blockbuster in Italia è stato immediato.. In tutte le case degli italiani c’era un registratore e l’azienda di videonoleggio insegnò un nuovo modo per utilizzarlo. Noleggiare un film, vederlo con calma e poi riconsegnare il VHS nei tempi previsti per evitare il pagamento di una penale. Una biblioteca dei film, insomma, che fu apprezzata dai consumatori.

Quei negozi gialli e blu diventarono punti di riferimento per giovani e meno giovani, appassionati di cinema o semplici curiosi. La selezione dei titoli era vastissima, dai film hollywoodiani ai film d’autore fino ai cartoni animati. Ogni store aveva più copie, gli scaffali erano ben organizzati con la suddivisione in categorie e l’illuminazione era perfetta. Tutto invogliava i cittadini al noleggio.
Questo modello di business era adatto agli anni ’90 ma è rimasto indietro rispetto all’evoluzione tecnologica intrapresa negli anni 2000. L’arrivo dei DVD segno l’inizio del tracollo. Quando arrivò Internet fu decretata la sua fine. Netflix propose una partnership a Blockbuster ma venne rifiutata. Un errore fatale che portò alla bancarotta. Oggi rimane aperto un solo negozio nella periferia di Bend, nell’Oregon.
