Quando Nintendo presentò Drag X Drive alcuni mesi fa, e dopo averlo provato in occasione di alcuni eventi in presenza od online, un pensiero si è insinuato probabilmente nella mente di chiunque: siamo di fronte al nuovo ARMS. Per chi non lo ricordasse, ARMS fu uno dei titoli di lancio della prima Switch, che sfruttava appieno il movimento dei JoyCon per proporre una sorta di gioco di pugilato da vivere in prima persona, come se ci si trovasse sul ring. Un titolo mai realmente considerato, e forse anche sottovalutato dalla stessa Nintendo, che preferì ad esempio proporre un sequel di 1, 2, Switch! invece di dare una seconda chance ad ARMS. Mistero della fede.
Con Drag X Drive, dopo averlo provato più a lungo per la recensione che leggerete di seguito, siamo di fronte a una situazione quasi certamente 1:1. È un titolo che intende sfruttare una delle caratteristiche più interessanti di Switch 2, i “JoyCon mouse”, che non vediamo l’ora di provare su giochi come Metroid Prime 4, ma che probabilmente, grazie a questa sua condizione necessaria, rischia di essere ricordato più come un fuoco di paglia che come un bell’esperimento.
Curioso e innovativo… anche troppo

Ve lo anticipiamo: non sarà una recensione troppo lunga, anche perché c’è poco da discutere: Drag X Drive è una bella idea, messa in pratica in maniera abbastanza discutibile. Forse non per tutti, forse non in maniera così negativa, ma i dubbi sono tanti.
Per chi non lo sapesse, Drag X Drive è una nuova incursione di Nintendo in sport alternativi, questa volta creando una sorta di Rocket League fatto in casa ma ispirato al basket in carrozzina delle Paralimpiadi. Già da queste premesse, chapeau alla grande N per aver cercato di dare risalto a uno sport che certo non è tra i più seguiti, e che risulta essere molto, molto tecnico. Ma tra il dire e il fare, c’è di mezzo lo scivolare.
Come detto, Drag X Drive può essere giocato solo ed esclusivamente con Switch 2 inserita nel dock station o comunque posizionata su una superficie, poiché i JoyCon di nuova generazione devono essere necessariamente utilizzati in modalità mouse. E se li avete provati, già conoscete i loro pregi e i loro limiti: sono un utilizzo a dir poco rivoluzionario di un controller, ma allo stesso tempo è inutile negare che non siano proprio ergonomici per realizzare un gioco che li utilizza come fonte principale di interazione. Alla lunga, e parliamo anche di brevi sessioni con poche partite, utilizzare i JoyCon 2 come mouse può risultare fastidioso, o addirittura molto fastidioso. Ma c’è anche un motivo, che non riguarda solo il controller in sé: Drag X Drive è un gioco molto tecnico, proprio come lo sport reale al quale si ispira.
Nintendo ha optato per una versione arcade del basket in carrozzina, con scontri 3 contro 3 che, in qualche modo, risultano abbastanza emozionanti. Le partite sono molto rapide (si gioca per 3 minuti) e ricche di azione, sono disponibili tantissimi trick e comandi extra da imparare attraverso il menu di gioco disponibile solo dopo aver completato il tutorial, e il campo è abbastanza piccolo da consentire scambi rapidi e azione frenetica. Intelligente anche la scelta di adottare 14 secondi come tempo massimo per l’azione di ogni squadra, per evitare inutili perdite di tempo in match lampo come questi.
Le partite sono coinvolgenti quanto basta. Lanciare la palla a canestro è molto semplice, basta alzare il JoyCon e immaginare di lanciare con la mano, come se stessimo appunto vivendo lo sport in prima persona, prima di appoggiare nuovamente il controller a un tavolo o una superficie per ricominciare a correre. E qui, per l’appunto, inizia qualche problema.
Tante idee, molta poca sostanza

Per muoversi in linea retta, è necessario far scorrere entrambi i Joy-Con 2 in avanti contemporaneamente, quindi sollevarli per riportare la mano nella posizione di partenza e far scorrere di nuovo. Il gioco consiglia da subito di utilizzare una superficie piana come un tavolo, e che mira ovviamente a simulare il più possibile il reale sforzo di un atleta in carrozzina. Il movimento, sia chiaro, è perfetto. Far scivolare la carrozzina sul terreno di gioco è fluido, la reattività ai comandi è spettacolare, e sono possibili numerosi trick, scatti, frenate improvvise con cambi di direzione repentini. Giocando online, potreste già notare alcuni pro player a tutti gli effetti di Drag X Drive.
Vista l’enfasi sui movimenti, alcune dinamiche di gioco sono state rese più semplici. Per contrastare un giocatore, ad esempio, basta placcarlo: colpendo il suo mezzo, la palla cadrà dalle sue mani, e se riuscirete a farlo con il giusto tempismo e nel modo corretto, potreste anche rubare il pallone e ripartire per un contropiede fulmineo. Uno stile di gioco totalmente arcade, privo di falli e senza neppure una stamina da tenere in considerazione. Insomma, Nintendo lo ha reso il più semplice possibile.
Ci sono poi tre stili di gioco tra cui scegliere: Guardia, Attaccante o Centro, ognuno con diversi livelli di abilità suddivisi tra rimbalzi, forza e rapidità. Sono disponibili anche alcuni slot di personalizzazione in cui è possibile personalizzare il proprio personaggio con nuovi caschi, colori e texture, nessuno dei quali particolarmente ispirato ma sempre meglio della stravaganza di Call of Duty degli ultimi tempi.
Il focus è tutto sul comparto online – da qui, già una domanda: visto il chiaro intento di essere un esperimento, perché non proporre Drag X Drive come videogioco nel catalogo di Nintendo Switch Online? Comunque, una volta provato il gameplay nel tutorial, avrete già intuito tutto quello che il gioco ha da offrire, poiché online non c’è niente di più di questo. Le partite si possono praticare con amici (in tal senso, viene spinta spesso la Game Chat) o con perfetti sconosciuti random, e così si passa continuamente tra giocatori che hanno già appreso fin troppo bene le dinamiche e altri che invece sono alle prime armi, finendo con lo sbilanciare anche troppo l’equilibrio. Questo perché, soprattutto, a differenza ad esempio di un Rocket League, la curva di apprendimento di Drag X Drive è molto più complessa da comprendere e sviscerare, in quanto ad esempio c’è tutta la componente dell’allenamento fisico richiesto per giocare al meglio.

Inevitabilmente, è un punto debole: non solo si limita la fruizione di Drag X Drive alla sola modalità tv (o su un tavolo), ma si richiede anche una manualità non indifferente, oltre che uno sforzo fisico che non tutti vogliono o addirittura possono permettersi. Giocare a Drag X Drive online, a tratti, è quasi scoraggiante. Assurda la scelta di non inserire una personalizzazione dei controlli: sono chiari gli intenti, ma in questo modo si limita fortemente il giocatore. E se già la direzione artistica non è delle migliori, risultando anzi abbastanza spenta, è emblematico quello che accade con la progressione online, che sostanzialmente non esiste. Le statistiche di base restano sempre invariate, e l’unica cosa che si può sbloccare sono caschi extra, neanche fossimo su Team Fortress.
Gli sviluppatori hanno anche inserito alcuni extra, per cercare di dare qualcosa in più ai giocatori. Nell’arena è infatti possibile completare una serie di missioni secondarie e sfide, la maggior parte delle quali sono progettate per aiutarti a padroneggiare i comandi. C’è anche una piccola serie di minigiochi aggiuntivi, come una corsa al checkpoint o l’inseguimento di una palla, o lo slalom e i tiri a tempo, perfette per prendere confidenza con le curve strette e affinare le proprie abilità con il canestro. Ma, ancora una volta, abbiamo l’impressione che solo un patito esagerato di questo concept, che magari intende diventarne un campione professionista, deciderà di dedicare anima ma soprattutto corpo a tutto questo.
In quanto a offerta ludica, Drag X Drive è molto, molto povero. Ci si aspettava di più, specie in termini di varietà e possibilità, e invece, molto probabilmente, resterà un incompiuto, e forse anche incompreso, esperimento al pari di ARMS – che comunque sembrava molto più ispirato, in certi elementi.
La recensione in breve
Drag x Drive è un esperimento che sembra funzionare quando lo si guarda; funziona invece molto meno quando lo si deve provare con mano. L’esperienza potrebbe variare a seconda della persona, ma risulta difficile trovare motivazione nell’esasperare le proprie mani e le proprie braccia a soffrire in silenzio per proseguire nei match. Inoltre, la varietà non è proprio un elemento che giova a Drag x Drive. Probabilmente, ne sentiremo molto poco parlare in futuro.
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Voto Game-Experience
